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Legge di Stabilità 2014 in vigore: cosa cambia per gli italiani

legge di stabilità 2014

Ieri sera alla Camera il Governo è riuscito a far passare la Legge di Stabilità 2014, un testo che adesso, ad una settimana dalla fine dell’anno, entra ufficialmente in vigore. L’ex legge Finanziaria introduce parecchie novità che andranno a cambiare la vita degli italiani. Ecco tutte le novità definitive.

Bonus edilizia: per i lavori di ristrutturazione vengono confermati i bonus con credito d’imposta al 50% per il recupero abitativo e al 65% per l’efficienza energetica e per interventi antisismici.

Bonus 80 euro: il bonus-Renzi viene confermato in maniera definitiva, e non è più un provvedimento temporaneo. Tutti i dipendenti che guadagnano meno di 26 mila euro annui riceveranno il bonus in busta paga per sempre.

Bonus bebè: 80 euro al mese per tutti i bambini nati o adottati a partire dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2017 da famiglie il cui Isee non supera i 25 mila euro. Sotto i 7 mila euro il bonus diventa di 160 euro al mese. Per le famiglie numerose, cioè oltre 4 figli, e Isee non superiori a 8.500 euro, sono previsti altri bonus per l’acquisto di prodotti per l’infanzia.

Bonus ricerca: introdotto il credito d’imposta sul 25% delle spese incrementali per la ricerca rispetto a tre periodi d’imposta precedenti al 31 dicembre 2015, e sul 50% per gli investimenti in ricerca delle università, centri di ricerca e start-up. Attenzione perché il bonus non si calcola sul totale degli investimenti, ma solo sugli incrementi (cioè se si spende di più degli anni scorsi).

Canone Rai: per adesso resta tutto invariato, ovvero 113,50 euro da pagare con classico bollettino. Se mai verrà introdotto in bolletta, se ne parlerà non prima del 2016.

Compensabilità crediti d’impresa: un’impresa che vanta crediti e al contempo debiti di natura fiscale, può compensarli il prossimo anno. Le somme devono essere certificate, certe, liquide e non prescritte.

Fondo assunzione disabili: stanziati 20 milioni di euro di incentivi per l’assunzione dei disabili.

Fonto anti-epatite: stanziati fondi per un miliardo di euro per la lotta all’epatite C, ed in particolare per somministrare gratuitamente il farmaco sofosbuvir ai malati.

Bonus fiscale sulle fondazioni e onlus: gli utili delle fondazioni e le onlus vedono un aumento della tassazione che però verrà compensata con il credito d’imposta per l’anno successivo.

Fondi Pensione: le casse previdenziali e i fondi pensione riceveranno un credito d’imposta in caso di investimenti nell’economia reale. In questo modo potranno rifarsi dalle perdite derivanti dall’incremento della tassazione che passa al 20% (casse previdenziali) e al 26% (fondi).

Credito per le imprese: le imprese con meno di 500 dipendenti potranno accedere ad un fondo di garanzia per finanziamenti.

Gioco d’azzardo: tassazione anticipata per gli operatori del gioco d’azzardo per complessivi 500 milioni di euro; anticipo di 350 milioni per le gare d’affidamento del lotto; mini-condono per tutti quegli operatori attualmente abusivi che decidono di regolarizzarsi.

Imu: l’Imu sui macchinari che ha fatto molto discutere viene modificata. Vengono esclusi tutti quei macchinari che non si possono considerare immobili. Un testo ancora molto confuso e tutto da valutare.

Irap: totale deducibilità dell’Irap da parte dell’impresa per quanto riguarda la spesa sul lavoro a tempo indeterminato; credito d’imposta del 10% per i soggetti senza costo del lavoro; aumento dell’Irap generica dal 3,5 al 3,9%.

Ricercatori: nel prossimo triennio le università con almeno il 30% di professori ordinari potranno assumere due ricercatori per ogni ordinario; stanziati 10 milioni per l’Invalsi.

Split payment: dal 1° gennaio l’Iva che i fornitori delle pubbliche amministrazioni dovranno versare all’Erario potrà essere versata senza aspettare le deroghe della commissione europea.

Piano straordinario per il Made in Italy: stanziati 220 milioni di euro per il prossimo triennio per finanziare il made in Italy, in vista dell’Expo, raddoppio dei fondi della Cassa depositi e prestiti in vista dell’acquisto di beni strumentali.

Mutui: confermata la moratoria mutui per famiglie e imprese che potranno sospendere il pagamento della quota capitale della rata dei mutui nei prossimi 3 anni.

Partecipate pubbliche: le aziende partecipate considerate doppie o inutili per regioni, province e comuni verranno chiuse o accorpate.

Partite Iva: alla PI non vi potranno più accedere i dipendenti con reddito prevalente rispetto a quello autonomo di almeno 20 mila euro; il vecchio regime dei minimi va in soffitta (non per chi ce l’ha già), l’aliquota unica viene triplicata (dal 5 al 15%) ma non ha più una scadenza, se non lo sforamento del tetto massimo di 15 mila euro per autonomi e commercianti, 40 mila per gli artigiani.

Pensioni: tetto alle pensioni d’oro, anche quelle già esistenti, cancellate le penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni avendo però maturato i contributi minimi o lo farà entro il 31 dicembre 2017.

Periferie: stanziati 200 milioni di euro per  il piano triennale di valorizzazione delle periferie.

Personale delle province: il 50% dei dipendenti delle province ed il 30% di quelli delle città metropolitane è in esubero. Entro il 1° aprile ogni ente dovrà compilare l’elenco delle persone “licenziabili”, che però verranno riassorbite in altri enti pubblici.

Regioni: tagli per 4 miliardi ai finanziamenti alle Regioni.

Inversione contabile dell’Iva: questo strumento di controllo dell’evasione Iva viene allargato a settori prima esclusi come quello edile, energetico, grande distribuzione e pulizia. Se l’Unione Europea darà il suo ok, si punta a recuperare circa 700 milioni di evasione, se invece dirà di no, l’Iva verrà aumentata di un punto percentuale.

Tasse sulla casa: Imu e Tasi non aumentano più, almeno per ora, finché non verrà istituita la local tax.

Tfr in busta paga: per chi ne farà richiesta, sarà possibile richiedere parte del proprio Tfr già nella busta paga a partire dal prossimo marzo. La tassazione del Tfr anticipato però sarà quella ordinaria che è meno conveniente. Anche il Tfr stesso vedrà un innalzamento della tassazione dall’11,5 al 17%.

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