Jobs Act entra in vigore: le novità definitive

di Onofrio Marco Mancini
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Con il voto a rischio di ieri sera il Governo è riuscito ad approvare il Jobs Act in via definitiva. Ci è mancato poco per farlo saltare visto che tutte le opposizioni sono uscite dall’aula al momento del voto, ed anche nel PD ci sono stati 6 voti contrari e 5 astenuti, ma alla fine la legge è passata ed ora tutte quelle nuove regole di cui vi abbiamo raccontato nei mesi scorsi sono diventate legge. Cerchiamo di capire nel dettaglio come cambia il lavoro in Italia con il Jobs Act.

Articolo 18: mentre prima un dipendente poteva essere reintegrato o indennizzato in caso di licenziamento per giusta causa, adesso il reintegro è previsto solo per i licenziamenti discriminatori (per esempio per sesso, razza o religione), mentre per tutte le altre forme di licenziamento per giusta causa è previsto solo un indennizzo pecuniario. L’indennizzo cresce in base all’anzianità di servizio e, in base ai decreti delegati che verranno emanati successivamente, potrebbero essere previsti gradi diversi di indennizzo a seconda della colpa del lavoratore licenziato.

Contratto a tutele crescenti: per le nuove assunzioni ci sarà un unico contratto a tempo indeterminato che però non fornisce tutte le tutele presenti oggi sin da subito, ma per i primi tre anni il lavoratore resta precario, per poi entrare nel vero e proprio tempo indeterminato trascorso questo periodo. In futuro verranno eliminate altre forme di precariato.

Aspi: il sussidio di disoccupazione viene esteso ai lavoratori con contratto Co.Co.Co. Non ci saranno più differenze tra Aspi e mini-Aspi e la durata del sussidio aumenta a seconda della carriera.

Ammortizzatori sociali: nel 2015 ammonteranno a 1,7 miliardi e verranno replicati nel 2016 da suddividere tra cassa integrazione e mobilità in deroga. Previsto anche un sistema che incentiva il lavoratore a trovare un altro impiego. Dopo il 2016 non dovrebbero più essere previsti. La cassa integrazione sarà prevista solo in fase di recupero dell’azienda, ma se l’azienda chiude, il sussidio non viene più erogato.

Controlli a distanza: il controllo a distanza che avviene con le telecamere oggi è vietato sempre, si era discusso di introdurlo, ma alla fine l’accordo è stato trovato sul fissare le telecamere solo sui macchinari e non sui lavoratori.

Demansionamento: fino ad oggi un lavoratore assunto per una mansione poteva fare solo quella mansione oppure una di grado superiore, adesso questo limite viene rimosso ed il lavoratore potrà fare anche mansioni inferiori a seconda delle logiche di ristrutturazione aziendale e di ricollocamento delle risorse. Sempre ovviamente tenendo conto della professionalità del lavoratore.

Maternità: allargato il sussidio di maternità anche alle lavoratrici parasubordinate e lavoratrici autonome che non hanno versato i contributi, ma hanno a carico un figlio disabile.

Agenzia nazionale per l’occupazione: tutte le competenze sul lavoro che oggi sono distribuite ai tantissimi Enti statali, dal Ministero del Lavoro alle Province, dalle Regioni ai centri per l’impiego, verranno concentrate in un unico Ente che dovrebbe facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Tutte queste norme, per entrare in vigore, avranno bisogno dei decreti delegati. Per la maggior parte dovrebbero arrivare a gennaio, ma per alcuni, come quelli sulla cassa integrazione, bisognerà attendere qualche mese in più.

Foto: Freeimages

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