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Le nuove regole della Serie A spaventano i club

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Pochi giorni dopo la lamentela di Conte, nella quale sostanzialmente il ct affermava che i club vedono la nazionale come un “fastidio” e che in Italia non si punta sui giovani, è arrivata la risposta della Figc. Le nuove regole della Serie A, di cui si discute da un po’, sono state approvate e dunque adesso entrano in vigore. L’Associazione Calciatori, la Lega di Serie A e le altre sigle del calcio nostrano si sono riunite ieri ed hanno messo nero su bianco le proposte che, a partire dal prossimo campionato, verranno recepite da tutti i club di A.

Va detto che le intenzioni sono buone, ovvero salvaguardare i bilanci societari e soprattutto dare slancio al calcio italiano, quasi “costringendo” i club italiani a puntare sui giovani del nostro Paese piuttosto che andare a pescarli all’estero. Il problema è che, soprattutto sul breve periodo, si rischia di indebolire ulteriormente un campionato che, da primo in Europa, oggi viaggia intorno al quarto-quinto posto.

La norma che sicuramente sarà maggiormente contestata riguarda l’acquisto dei calciatori extracomunitari. Ad ogni sessione di mercato ne saranno acquistabili solo due, com’era finora, ma se per uno dei due si tratta del primo contratto da professionista, viene introdotta la regola per cui prima di poter essere ingaggiato, il giocatore doveva essere entrato in Italia con la famiglia per motivi non calcistici, ed aver frequentato la scuola italiana, da almeno 4 anni. In questo caso la limitazione è forte perché praticamente diventa impossibile ingaggiare giovani talenti non ancora scoperti da nessuno. Un calciatore come Pogba per esempio, preso dalla Primavera del Manchester United e dunque al primo contratto da professionista, se anziché francese fosse stato africano, la Juventus non avrebbe potuto tesserarlo. Si corre il rischio che qualche club aggiri la regola facendo tesserare il giocatore da un club straniero e facendoselo girare subito dopo. Ma c’è anche una seconda restrizione sull’extracomunitario: i calciatori presi a sostituzione di un altro extracomunitario lo potranno sostituire solo se hanno un contratto da professionista da almeno 3 anni.

Per il resto le restrizioni sono note: al massimo si potranno iscrivere 25 giocatori per squadra, dei quali almeno 4 cresciuti nel vivaio della squadra stessa e 4 cresciuti in Italia. Non ci saranno vincoli invece per i tesseramenti degli Under 21 anche perché già da ora per la maggior parte sono già italiani. Infine viene introdotta la responsabilità dei club in caso di violenze sugli arbitri, purtroppo in aumento negli ultimi tempi, che comporterà il pagamento delle spese arbitrali nel caso di aggressioni.

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