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Fatturazione elettronica PA: un primo bilancio tra novità e punti critici

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Fatturazione elettronica obbligatoria: a che punto siamo? Sono passati solo pochi mesi da quando le amministrazioni pubbliche hanno detto basta alle fatture cartacee ed è tempo di trarre un primo bilancio sul processo di digitalizzazione avviato dalla Finanziaria del 2008. Le nuove disposizioni, entrate in vigore il 6 giugno scorso, hanno obbligato gli operatori economici che vendono beni o servizi alla Pubblica Amministrazione alla trasmissione telematica delle fatture di pagamento. Secondo i primi dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla data del 30 settembre 2014, il Sistema d’Interscambio aveva già registrato il passaggio di ben 670 mila file fattura. Ma la cifra è destinata ad aumentare in previsione dell’estensione dell’obbligo di fatturazione digitale agli enti locali, a partire dal 31 marzo del 2015. A pieno regime si prevede l’emissione di 60 milioni di fatture elettroniche all’anno.

Affinché il processo di digitalizzazione si compia senza intoppi è fondamentale però risolvere alcune criticità. Come sottolinea la Ifin Sistemi, azienda leader nei sistemi d’intermediazione, molte aziende non hanno ancora recepito le nuove norme e rischiano di non vedersi saldare le fatture cartacee inviate agli enti pubblici. Una lacuna che potrebbe costare cara in un momento di così grave crisi economica. Altro nodo da sciogliere riguarda l’obbligo di conservare le fatture esclusivamente nel formato digitale. Molti operatori economici purtroppo non si sono attrezzati adeguatamente per la conservazione documentale sostitutiva, rischiando di perdere file importanti e di stampare inutilmente le fatture sprecando carta.

Per quanto riguarda le fatture scartate dal Sistema d’Interscambio bisogna invece evidenziare un trend positivo. Secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, i file fattura invalidati sono passati dal 39,2% registrato a giugno al 21,68% rilevato a fine settembre. Gli enti pubblici e gli operatori economici che hanno provveduto tempestivamente alla digitalizzazione hanno ottenuto un notevole snellimento del processo di gestione delle fatture. I tempi burocratici in molti casi si sono ridotti del 50%.

L’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano intravede ulteriori vantaggi a breve e lungo termine: l’obbligo di fatturazione elettronica potrebbe essere esteso ai rapporti tra imprese private, facendo da volano a una digitalizzazione su larga scala dell’economia italiana. Uniformare il processo di fatturazione renderebbe la vita più semplice sia alle imprese emittenti che alle riceventi. Secondo l’avvocato Giusella Finocchiaro è fondamentale che le aziende colgano le opportunità offerte dalla dematerializzazione dei documenti:

 “Oggi manca un’attività di diffusione dei vantaggi derivanti dalla fatturazione elettronica e in generale dall’informatizzazione dei processi organizzativi. Gli strumenti ci sono, basta volerli adottare. Ma per le imprese è essenziale avvertire l’adozione di un nuovo strumento in un’ottica positiva di costi e benefici, idonea cioè a conseguire un vantaggio”.

 

Per snellire le procedure, prevenire gli errori e ridurre i costi, è bene dotarsi di strumenti innovativi e affidarsi a dei professionisti. Per restare aggiornati sulle novità in materia di fatturazione elettronica e conoscere i servizi per la trasmissione e la conservazione delle fatture digitali, vi invitiamo a visitare il portale della Ifin Sistemi che offre alle imprese assistenza e soluzioni personalizzate, dal software Ifin Translator, in grado di convertire i file fattura in formato XML Sogei, a Invoice Channel, un programma che automatizza l’intero processo.

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