Home / Attualità / Politica / Jobs Act, la piazza spaventa Renzi che modifica l’articolo 18

Jobs Act, la piazza spaventa Renzi che modifica l’articolo 18

sciopero 14 novembre

Lo sciopero di ottobre non è bastato, quello di oggi sì. La grande mobilitazione generale di oggi, 14 novembre 2014, che vede bloccare gran parte dei trasporti di tutta Italia e portare in piazza in 25 città migliaia di persone pare sia servita. Proprio questa notte infatti Matteo Renzi e i suoi fedelissimi hanno ceduto ed hanno accettato un cambio di rotta su uno dei punti più delicati dell’intera questione del Jobs Act: l’articolo 18. Non era sicuramente l’unico motivo che ha portato alla paralisi dell’Italia oggi, ma uno dei principali.

Secondo quanto fatto sapere dal Ministro Poletti questa mattina, la novità più importante riguarda la possibilità di reintegro. Mentre nel testo originale un lavoratore licenziato per giusta causa poteva ottenere un risarcimento ma non il reintegro, ora si torna al passato. Anche per i nuovi arrivati, quelli che godranno del contratto a tutele crescenti, sarà previsto il reintegro per i casi di discriminazione e quelli disciplinari, ma per giusta causa. E l’istituto della giusta causa verrà specificato nero su bianco dalla legge. Restano fuori solo i licenziamenti per motivi economici che saranno in pratica l’unico motivo giustificato per un’azienda per mandar via un dipendente.

Le novità non finiscono qui. Modificata anche la disciplina dei controlli a distanza che riguarderanno solo gli impianti tecnologici, gli strumenti di lavoro o le cure parentali, ma non le persone. Rimane inalterato invece il discorso del demansionamento. Se oggi un lavoratore ha, per anzianità di servizio o per meriti, un certo ruolo, non può per legge essere assegnato ad un ruolo (e ad una paga) inferiore. Renzi voleva modificare questa legge rendendo flessibile il ruolo in azienda, ma con l’ultimo accordo dovrà rinunciare anche a questo e la tutela contro il demansionamento resterà.

Queste modifiche molto importanti, visto che per Renzi l’articolo 18 doveva essere quasi completamente abolito mentre adesso riprende vigore, hanno comportato non pochi scossoni nella maggioranza. Mentre il PD ora è più unito e certamente l’ipotesi scissione appare più lontana, comincia a scricchiolare l’accordo con NCD che invece era contrario a questa modifica. Infine tra le novità dell’ultim’ora c’è anche un nuovo stanziamento per il fondo disoccupazione da 1,4 miliardi di euro, e si comincia a parlare di sfoltire il numero dei contratti precari, anche se resta da capire il come e il quando.

Foto: Loozrboy su Flickr

Potrebbe interessarti anche:

Fratelli d'Italia

Fratelli d’Italia: il programma elettorale 2018 della Meloni

Dalla famiglia all'immigrazione, dal lavoro al welfare, i punti principali del programma di Fratelli d'Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.