Home / Attualità / Politica / Patto del Nazareno salvo, Renzi continua fino al 2018

Patto del Nazareno salvo, Renzi continua fino al 2018

renzi e il patto del nazareno

Il Patto del Nazareno è salvo. Per ora. È quanto emerge dal meeting di ieri sera a Palazzo Chigi tra Matteo Renzi, i suoi collaboratori più stretti, e i rappresentati di quasi tutti i gruppi parlamentari. Ad eccezione degli oppositori più intransigenti, come Lega Nord e Movimento 5 Stelle, e di Forza Italia i cui delegati verranno incontrati nei prossimi giorni, per il resto le altre correnti erano rappresentate al tavolo che avrebbe deciso il destino del Governo italiano dei prossimi anni. E la decisione è stata: si va avanti con i piani delle riforme. Il Premier infatti è riuscito a far firmare un documento ai vari rappresentanti dei gruppi che gli assicurava di poter restare in carica almeno fino alla fine dei referendum costituzionali. In altre parole fino alla fine del mandato prevista per il 2018.

Le richieste del Governo sono state accolte più o meno tutte. Nel dettaglio il Jobs Act, tanto contestato dai lavoratori e dai sindacati, entrerà in vigore come previsto dal prossimo 1° gennaio; la riforma costituzionale verrà approvata entro la fine di gennaio, per poi essere discussa ed emendata ma senza stravolgimenti; la soglia di sbarramento della nuova legge elettorale sarà del 3% (e non del 4% come inizialmente chiesto da Renzi, ma di fatto è l’unica concessione) con premio di maggioranza al 40% e quote rosa al 40% dei capilista, le liste bloccate riguarderanno solo i capilista per un massimo di 75, per gli altri varranno le preferenze, ed infine la nuova legge elettorale dovrà essere votata entro il prossimo febbraio.

Con la denuncia alla Procura della Repubblica del Patto del Nazareno, il Movimento 5 Stelle si è nuovamente allontanato dalla trattativa con Renzi, e per questo il Premier cerca nuove sponde verso Forza Italia. Ma Berlusconi sarà disposto a concedergli fiducia? Secondo voci vicine all’ex Cavaliere, sembra di sì, ma con certi limiti perché altrimenti si corre il rischio che Forza Italia si spacchi. L’idea è di mantenere in piedi il patto del Nazareno, ma senza fare arrabbiare troppo la fronda più oltranzista con a capo Raffaele Fitto.

Il principale scoglio è rappresentato dall’Italicum. La legge elettorale, così com’è, a Berlusconi non piace. È positivo l’abbassamento della soglia di sbarramento dal 4 al 3%, ma l’ex Premier non digerisce il ballottaggio, il premio di lista e soprattutto le preferenze. Berlusconi attualmente è diviso tra due correnti, quella composta dai parlamentari più aperti al dialogo e dai rappresentanti delle sue aziende che non vogliono sciogliere il Patto perché altrimenti si rischia di avere una riforma del sistema radiotelevisivo che penalizzi le sue aziende ed un nuovo Presidente della Repubblica a lui ostile (come Prodi); mentre dall’altro lato ci sono i cosiddetti “Falchi” capeggiati da Fitto e Brunetta che vogliono tornare a fare opposizione per evitare di perdere credibilità tra l’elettorato. Berlusconi ha 24 ore di tempo per pensare ad una soluzione: per domani è previsto l’incontro con Renzi, come finirà?

Potrebbe interessarti anche:

Fratelli d'Italia

Fratelli d’Italia: il programma elettorale 2018 della Meloni

Dalla famiglia all'immigrazione, dal lavoro al welfare, i punti principali del programma di Fratelli d'Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.