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Partita Iva con Regime dei Minimi: un emendamento può cambiarla ancora

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Tanta confusione in fase di attuazione del ddl Stabilità che mirava a rivoluzionare il Regime dei Minimi delle partite Iva che rischiavano di non essere più così tanto convenienti come lo sono state fino a questo momento. Il Regime dei Minimi, in vigore da qualche anno, stava per essere modificato creando di fatto una disparità tra i professionisti e i commercianti, secondo le linee guida del ddl Stabilità. Ma un emendamento di Scelta Civica proposto dal sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Enrico Zanetti (e appoggiato da parte del PD) potrebbe per gran parte rimettere le cose a posto, rendendo forse il Regime ancora più conveniente. Ma cerchiamo di capire, punto per punto, come cambia la tassazione per i contribuenti minimi.

Imposta sostitutiva:

  • com’è oggi: il contribuente paga un’imposta al 5% onnicomprensiva, cioè comprende Irpef, Irap e Iva.
  • col ddl Stabilità: l’imposta viene aumentata al 15%.
  • con l’emendamento: l’imposta ritorna al 5%.

Tetto massimo ricavi:

  • com’è oggi: il limite massimo per rientrare nel regime dei minimi è 30 mila euro annui per tutti.
  • col ddl Stabilità: per i professionisti, agenti di commercio, settore costruzioni e immobiliare il limite scende a 15 mila euro, per artigiani e commercianti sale a 40 mila.
  • con l’emendamento: si ritorna a 30 mila euro per tutti.

Calcolo del reddito:

  • com’è oggi: il contribuente sottrae alla base imponibile tutte le spese sostenute per la sua attività più i contributi previdenziali.
  • col ddl Stabilità: i commercianti e gli artigiani continuano a sottrarre queste spese mentre gli altri possono sottrarre solo il 12% più i contributi previdenziali.
  • con l’emendamento: si ritorna all’attuale sistema di calcolo.

Tempi:

  • com’è oggi: il contribuente minimo ha diritto a rimanere nel regime per un massimo di 5 anni o fino al compimento del 35esimo anno d’età.
  • col ddl Stabilità: chi è già nel regime può terminare il quinquennio, chi apre una nuova Partita Iva rientra, senza limiti temporali, nelle nuove regole, ma per i primi 3 anni paga un terzo delle tasse.
  • con l’emendamento: eliminato ogni vincolo temporale, l’unico vincolo resta il limite di reddito.

Contributi:

  • com’è oggi: il contribuente paga solo il 5% derivato da ricavi-costi e contributi versati.
  • col ddl Stabilità: prevista agevolazione solo per artigiani e commercianti assunti alla gestione Inps mentre gli altri li pagano sul reddito-minimale.
  • con l’emendamento: i contributi obbligatori dovuti dagli iscritti alla gestione separata Inps artigiani e commercianti si possono ridurre del 50%.

Riassumendo possiamo dire che, se l’emendamento Zanetti entrasse in vigore, la partita Iva con il Regime dei Minimi sarebbe un po’ più conveniente per tutti i contribuenti che ne usufruiscono, ma ne trarrebbe vantaggio maggiore chi ce l’ha già perché non avrà più scadenza, e le nuove Partite Iva non commercianti o artigiani. Per questa categoria sarà conveniente rispetto al ddl, ma i vantaggi saranno minori rispetto all’altra categoria.

Fonte: il Sole 24 Ore
Foto: Photl

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