Accordo europeo sul clima: entro il 2030 -40% di emissioni

di Paola Pagliaro
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obiettivi ambientali europei

La lotta ai cambiamenti climatici da oggi ha un’arma in più. Dal Vertice di Bruxelles arrivano buone, anzi ottime, notizie: è stato trovato l’accordo europeo sul clima per il 2030. Per capire di cosa si tratta, bisogna fare un salto indietro, e cioè alle previsioni di quasi tutti gli scienziati che temono che il riscaldamento globale possa portare ad uno scenario apocalittico sul nostro pianeta, e agli accordi trovati in precedenza sul famoso patto del 20-20-20, cioè il taglio delle emissioni del 20%, l’apporto delle rinnovabili al 20% e l’aumento dell’efficienza energetica al 20% entro il 2020. Gli accordi trovati ieri invece riguardano il decennio successivo.

L’aspetto più importante, per il quale soprattutto Francia e Germania hanno spinto tanto, è stato raddoppiare il taglio dei gas serra entro il 2030. E l’accordo è stato trovato: -40% rispetto ai livelli del 1990. Un numero molto elevato ma non impossibile da raggiungere se pensiamo che l’intera Unione Europea ha già quasi raggiunto la metà di questo obiettivo nel 2014. Tutti i 28 Paesi che fanno parte dell’Ue si dovranno adeguare, anche se poi alla fine conterà il totale, e molti Paesi puntano per quella data addirittura al taglio dell’80% come quelli scandinavi e la Scozia.

La percentuale di incidenza delle energie rinnovabili viene alzata, ma stavolta di poco. Passa dal 20 al 27%. Nonostante la corsa al solare e non solo degli ultimi anni, i Governi non sono così sicuri che il trend continuerà ancora a lungo, e per questo ci vanno cauti. Forse anche spinti dalle lobby del petrolio, del carbone e del gas che con percentuali maggiori subirebbero ingenti perdite economiche. Ed anche l’obiettivo dell’efficienza energetica passa dal 20 al 27%, leggero incremento ma comunque ben accetto.

Introdotto infine anche un nuovo parametro, quello dell’interconnessione delle reti, che è stato stabilito nel 10% entro il 2020 e nel 15% nel 2030. Nell’accordo sono anche previsti pacchetti di aiuti per alcune nazioni più povere come per esempio la Polonia, la cui economia è per gran parte basata ancora sul carbone, la quale riceverà degli aiuti per la conversione energetica. Le associazioni ambientaliste non sono contentissime, sono consapevoli che l’Europa poteva fare di più, ma considerando la crisi economica che non accenna a passare, la discussione di 8 ore che c’è stata sul tema fino a quando non si è trovato l’accordo, ed il fatto che al di fuori dell’UE le altre nazioni continuano a tirare il freno, dopotutto possiamo ritenerci soddisfatti.

Foto: Freeimages

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