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Legge di Stabilità: tutte le tasse nascoste imposte da Renzi

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Matteo Renzi, in tutte le sedi di presentazione della Legge di Stabilità 2014-2015, ha sempre dichiarato che non verranno messe nuove tasse. Per finanziare le tante riforme, da quella del lavoro a quella della pubblica amministrazione, passando per bonus bebè, 80 euro in busta paga e tutto il resto, ci si affida alla spending review. Ufficialmente, secondo quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio, l’unica tassa aumentata riguarderà le slot machine ed in particolare la tassa sulle vincite. Tutto bello, se non fosse che non ci sono nuove tasse perché semplicemente saranno aumentate quelle che già esistono. Ecco tutte le tasse nascoste del Governo Renzi.

Aumento dell’Iva vertiginoso

Tanto per cominciare, si vanno a colpire i soliti noti, ovvero il popolo delle partite Iva. E quel che più è peggio è che si vanno a colpire proprio quelle partite Iva più deboli, il regime dei minimi, la cui tassazione passerà dall’attuale 5% al 15%. Ma c’è di peggio. Oltre a triplicare l’aliquota Irpef che queste partite Iva pagheranno, è prevista l’abolizione delle detrazioni, ad esclusione di quelle previdenziali, così il professionista di turno non potrà più nemmeno scalare le spese sostenute per la propria attività, ma dovrà calcolare il 15% sul 78% degli introiti.

Sempre in tema Iva, ma stavolta riguardante tutti, arriva l’altra mazzata. Anche se questo aspetto non è stato pubblicizzato, nel testo si legge che l’attuale Iva agevolata al 10%, beni di prima necessità come il pane o la prima casa, vedranno un incremento della tassazione al 12% nel 2016 e fino al 13% nel 2017. L’aliquota ordinaria del 22% invece verrà portata al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 e al 25,5% nel 2018.

Le altre tasse

Aumenteranno anche le accise sulla benzina, nonostante Renzi abbia affermato che non verranno tartassati quelli che hanno sempre pagato. Se l’Unione Europea non dovesse concedere lo split payment, un meccanismo che permette di pagare l’Iva alle Pubbliche Amministrazioni e non più alle imprese fornitrici, verranno aumentate le accise per un totale di un miliardo di euro. Brutta sorpresa anche per le aziende che avevano ricevuto il “regalo” della riduzione dell’Irap. Se nel 2015 l’Irap verrà effettivamente ridotta, l’assurdità è che si aumenta retroattivamente l’Irap del 2014 in modo che quando bisognerà pagare le tasse di quest’anno, ci si troverà a pagare un’aliquota del 3,9% a fronte del 3,5% attuale. Inoltre verrà abolita la componente lavoro dalla base imponibile dell’Irap, e così le aziende che non hanno dipendenti a tempo indeterminato non si accorgeranno nemmeno della riduzione. Anzi, si ritroveranno a pagare di più.

Tra le tasse aumentate invece già note c’è l’aumento della tassazione dei fondi pensione che passa dall’11,5% al 20%, peraltro retroattiva. Altra nuova tassa è l’imposta di bollo sulle auto storiche, le uniche che, insieme a quelle elettriche, oggi in Italia non pagavano il bollo. Per una manciata di denaro, secondo l’Automotoclub Storico stiamo parlando di un totale di 7,5 milioni di euro l’anno, si rischiano di vendere o rottamare circa 300 mila veicoli di valore storico.

Foto: Freeimages

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