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Legge di Stabilità 2014: Renzi promette meno tasse e più risorse

legge finanziaria 2014

Matteo Renzi ha presentato ieri le linee guida per la Legge di Stabilità 2014, la vecchia Finanziaria che, mai come quest’anno, si presenta molto delicata. L’Italia infatti proviene da un periodo di recessione lunghissimo, la crescita è ferma a zero da troppi anni, e per l’Europa non possiamo nemmeno sforare il tetto del 3% del rapporto deficit-Pil, ed anche se Renzi promette che non lo faremo, molto probabilmente, viste le contromisure prese, un minimo di sforamento ci sarà. Sostanzialmente la manovra che dovrà essere approvata dal Parlamento prevede meno tasse per chi investe e soprattutto tagli. Ma andiamo a vedere come toccherà le nostre vite.

Tagli alle tasse

L’aspetto che più interessa agli italiani in questa Legge di Stabilità 2014 è il taglio alle tasse: cosa ci resterà in tasca? Per quanto riguarda i cittadini, essenzialmente il vantaggio resta quello dei famosi 80 euro in busta paga che resteranno anche per tutto il 2015. Inoltre quelli che hanno la “fortuna” di essere coperti dal TFR otterranno insieme allo stipendio anche il 50% di quanto l’azienda accantona per loro, e questa parte sarà esentasse. Una misura che serve per fare in modo che la gente spenda di più, ma che alle imprese peserà, e non poco. Infine per chi un lavoro non ce l’ha, sarà istituito l’assegno di disoccupazione universale, cioè una disoccupazione non più prevista solo per chi perde il lavoro a tempo indeterminato, ma anche per chi un lavoro non ce l’ha mai avuto. Resta da quantificare la cifra, la somma messa a disposizione è di 1,5 miliardi a cui se ne aggiungono altri 0,5 tra assegni per figli e detrazioni Irpef. Lo scotto da pagare sarà una riduzione di 1,2 miliardi di euro alle detrazioni fiscali, in particolare agevolazioni per le fasce di reddito basse e oneri detraibili come le spese mediche.

Di contro ci saranno sgravi fiscali anche per le aziende. I datori di lavoro infatti otterranno un taglio della famosa Irap, l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive odiatissima ma che nessun governo finora è riuscito ad eliminare. Renzi prova a tagliarla. Non si sa bene in che percentuale, ma l’ammontare del taglio si dovrebbe aggirare sui 6,5 miliardi di euro. Sgravi fiscali a chi assume, in modo tale da spingere alle assunzioni a tempo indeterminato visto che assumendo con il famoso contratto a tutele crescenti, nei primi 3 anni l’azienda non dovrà pagare i contributi. Ritorna però il dubbio originario: cosa costringerà le aziende a non licenziare i dipendenti dopo 3 anni e assumerne di nuovi?

Pubblica amministrazione

Cambiano le regole anche per gli enti locali. I Comuni non vedranno abolito l’altro odiato paletto, il patto di stabilità, ma perlomeno saranno esclusi da questa “gabbia” gli investimenti e i soldi spesi per le scuole tra assunzioni di docenti e ristrutturazioni. Di contro però le pubbliche amministrazioni dovranno sborsare 13,3 miliardi, il grosso della manovra. Regioni, Province e Comuni subiranno infatti tagli per un totale di 8,3 miliardi di euro e, di conseguenza, non è escluso qualche altro taglio alla sanità. Infine il resto delle risorse dovrebbe arrivare dalla lotta all’evasione fiscale, dall’aumento delle tasse sulle slot machine e da un’operazione di bilancio che permetterebbe di aumentare il deficit di 0,7 punti percentuali.

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