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Tasi per inquilini: quanto e chi deve pagare?

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Nella giungla delle tasse, vecchie e nuove, sulla casa, quest’anno se ne aggiunge una nuova: la Tasi. Si tratta dell’acronimo di Tassa sui Servizi Indivisibili, in sostanza si tratta di pagare quei servizi di cui il cittadino usufruisce come la pulizia e la manutenzione delle strade, l’illuminazione pubblica e tutto il resto. Con i bollettini che cominciano a partire in questi giorni, è arrivato il momento di fare un po’ d’ordine in quanto la Tasi è, a differenza di tutte le altre tasse, una tassa condivisa. Va pagata infatti in parte dal padrone di casa ed in parte dall’inquilino. Cerchiamo di capirne di più.

Chi deve pagare la Tasi

Se siete inquilini, la Tasi vi spetta soltanto se occupate l’immobile da almeno 6 mesi dal momento dell’emissione della tassa. La Tasi infatti viene inviata ai padroni di casa che, se l’appartamento è vuoto, devono pagarla al 100%. Ma tocca a loro anche se l’affittano per brevi periodi, basti pensare alle case vacanza. Questa legge serve a tutelare i villeggianti che per esempio prendono in affitto una casa per le vacanze per un mese e certamente non spetta a loro pagare questa tassa. Unica eccezione è per gli inquilini che sono presenti nell’abitazione da meno di 6 mesi ma che, con un regolare contratto registrato, si attesti che la loro permanenza non è temporanea (per esempio in caso di contratto annuale, 4+4 o 3+2). In questo caso l’inquilino non deve pagare l’intera quota della Tasi che spetta agli inquilini, ma solo il numero di mesi in cui ha occupato l’appartamento. Deve essere entrato in casa da almeno 15 giorni.

Ma a pagare la Tasi devono essere anche gli inquilini sotto sfratto. Se infatti un inquilino è da più di 6 mesi in un’abitazione ed ha ricevuto lo sfratto, la sua quota di Tasi la deve pagare lo stesso. Questo perché il proprietario non è responsabile dei mancati pagamenti dell’inquilino moroso e così, come l’inquilino è tenuto a pagare le bollette, così dovrà pagare la sua parte di Tasi.

Al pagamento della Tasi sono tenuti anche gli inquilini delle case Iacp (edilizia sociale) ed ex Iacp, anche se usufruiscono della detrazione Imu. Gli inquilini, chiamati detentori, sono obbligati in solido al pagamento della Tasi. Ciò significa che per esempio in caso di un’appartamento fittato a studenti o lavoratori, saranno tenuti tutti a pagare in parti uguali la quota della Tasi che spetta agli inquilini. Se la casa ha più proprietari e vi vive solo uno uno di essi, la Tasi va pagata in base alle quote di possesso.

Quanto si paga la Tasi

La quota che spetta all’inquilino varia dal 10 al 30%. Se debba pagare il 10, il 20 o il 30 per cento lo decide ogni singolo Comune nella sua delibera sull’aliquota. Non può esistere la quota zero, cioè il Comune non può addebitare il 100% della tassa al proprietario dell’appartamento. Se il Comune non specifica la quota parte dell’inquilino, automaticamente questi dovrà pagare solo il 10%. Anche l’aliquota può cambiare molto a seconda delle decisioni del Comune. Non può essere però inferiore all’1 per mille della rendita catastale e, in assenza della delibera, è proprio l’aliquota minima quella che viene presa in considerazione. L’aliquota massima che si può raggiungere è lo 0,8 per mille dell’Imu con l’aliquota più alta.

Per pagare la Tasi si può utilizzare il bollettino postale oppure il modello F24. Molti Comuni invieranno il bollettino a casa già precompilato, ma non sono obbligati a farlo, quindi se non dovesse arrivare gli inquilini e i proprietari saranno tenuti a calcolare la rata in autonomia e pagarla con il bollettino bianco. Niente paura comunque, la quota della Tasi per gli inquilini non dovrebbe essere molto elevata. Parliamo di una media di 10-20 euro o poco più per gli inquilini, a meno che non viviate in un’abitazione di lusso.

Infine le scadenze: per i Comuni che hanno deliberato prima dell’estate, la prima rata andava pagata entro il 16 giugno e la seconda entro il 16 dicembre; per quelli che hanno deliberato a settembre, la prima rata va pagata entro il 16 ottobre e la seconda sempre entro il 16 dicembre. In assenza di delibere si paga tutto entro il 16 dicembre. In caso di pagamento in ritardo bisogna aggiungere un 30% di sanzione più gli interessi.

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