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Rivoluzione in Serie A e Serie B: con Tavecchio cambia tutto

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La stagione calcistica 2017-2018 dovrebbe essere radicalmente diversa da quella che è appena cominciata. Carlo Tavecchio, ad un mese dal suo insediamento, ha presentato le linee principali con le quali ha intenzione di guidare il campionato italiano durante il suo mandato. Delle linee guida sulle quali i club di Serie A e di Serie B dovranno cominciare a prendere provvedimenti perché diventeranno operative tutte entro 2-3 anni al massimo. Si va dalla riduzione del numero delle squadre al fair-play finanziario, fino al limite agli stranieri. Ecco tutte le novità.

Numero di squadre nei campionati

La Serie A attualmente prevede 20 squadre, Tavecchio vuol portarle a 18. Non è una novità. Le 18 squadre in Serie A ci sono state per decenni, ed anche tante nazioni europee come Inghilterra e Spagna stanno tentando di ridurre il numero dei loro club nella massima serie. Si giocano troppe partite e chi ha le coppe arriva sfiancato. Anche la Serie B verrà ridotta dalle attuali 22 a 20 squadre. Il sistema per far sì che ciò avvenga ancora non è stato stabilito, ma quasi certamente tra due o tre stagioni vedremo tre retrocessioni ed una sola promozione in entrambe le categorie. Resta da capire se anche la Serie C (attuale Lega Pro) vorrà adeguarsi a questo cambiamento.

Fair play finanziario

Oggi il fair play finanziario riguarda solo i club che vogliono disputare le coppe europee. In sostanza, per giocare in Champions o Europa League, i conti devono essere in pareggio, in attivo o se in perdita, soltanto di cifre piccole e recuperabili. In sostanza non si può spendere più di quanto si incassa. Tavecchio ha intenzione di introdurre questo principio anche per la semplice iscrizione al campionato italiano, anche se non si disputano le coppe. Inoltre vuole introdurre una nuova regola, ovvero che per ottenere l’iscrizione bisogna aver pagato tutti i propri debiti con l’estero.

Riduzione degli stranieri

Per valorizzare i calciatori italiani (nella prima giornata di Serie A di quest’anno il 54,3% dei calciatori scesi in campo erano stranieri e la Fiorentina aveva 11 stranieri in campo, e persino i due entrati dalla panchina lo erano), si è deciso di ridurre il numero degli stranieri. Ma siccome siamo nell’Unione Europea e dunque inglesi, francesi, ma anche rumeni, greci ecc. sono considerati alla stregua degli italiani, non si può fare una discriminazione in base al passaporto. E allora ecco l’invenzione di Tavecchio: ridurre le rose delle squadre ad un massimo di 25 giocatori, ai quali se ne possono aggiungere 8 provenienti dal vivaio. Si tratta della stessa regola imposta dalla Uefa per l’iscrizione delle squadre alle coppe europee. Questo significa meno costi per i club che dovranno pagare lo stipendio solo a 25 calciatori e non ai 35 di media di oggi, ed inoltre valorizzeranno più in fretta i giovani della Primavera che, per la stragrande maggioranza, sono italiani. La tempistica di questa rivoluzione è di al massimo 3 anni, vedremo se Tavecchio avrà ragione.

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