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Tagli alla sanità, scuole e forze dell’ordine, e Renzi crolla nei consensi

le promesse di renzi e i tagli

Ad inizio mandato Matteo Renzi aveva promesso tagli solo agli enti inutili e mai a scuole e sanità. A queste belle parole il popolo italiano aveva creduto (e vista la situazione del momento, non poteva fare diversamente), premiandolo con il 41% alle elezioni europee ed una fiducia sull’operato del Premier intorno al 70%. Oggi, a distanza di pochi mesi, gli italiani scoprono che gli sprechi sono stati tagliati molto meno del previsto, ma chi rischia i tagli veri sono proprio sanità e scuole. E persino le forze dell’ordine. Per questo, secondo gli ultimi sondaggi rilevati da Repubblica, giornale che normalmente avrebbe tutto l’interesse a “tifare” per Renzi, il suo consenso è crollato di 15 punti. Un disastro.

Ancora è tutto recuperabile, politicamente parlando, dato che vista l’assenza della Destra ed il fatto che il Movimento di Grillo non riesce ad attrarre nuovi voti, alla fine la percentuale di voti per il PD non sembra essere cambiata, ma le scelte prese nelle ultime settimane sono davvero rivedibili. Stando a quelle degli ultimissimi giorni, fa discutere un emendamento del Governo che avrebbe inserito, nel fondo che aveva realizzato per finanziare la ristrutturazione e la costruzione degli edifici scolastici, anche il Fondo edifici di culto. Detto in altre parole, i soldi che dovevano andare alle scuole pubbliche finiranno, in parte, agli edifici religiosi. È su questa battaglia che è ripartito all’attacco il Movimento 5 Stelle che chiede con forza l’eliminazione del Fec dall’elenco dei beneficiari.

Alla fine se i soldi ci fossero per tutti, non ci sarebbero problemi. Ma per ristrutturare tutte le scuole italiane ci vogliono all’incirca 8 miliardi di euro, mentre il fondo stipulato da Renzi non arriva ad un miliardo. Se di questa piccola torta qualche fetta va dove non dovrebbe andare, è ovvio che c’è qualcosa che non va bene. Ma le rivolte non finiscono qui.

Niente tagli alla sanità, aveva promesso Renzi, e invece ecco la richiesta di tagliare 2 miliardi. Per il Ministro Lorenzin, se ci si concentrasse solo sugli sprechi, non si taglierebbero più di 400 milioni di euro. E i restanti 1,6 miliardi dove li prendiamo? Le Regioni avevano stipulato il mese scorso un “patto d’onore” con il Governo nel quale si impegnavano ad ottimizzare le risorse nella Sanità per evitare tagli. Loro il compitino lo hanno fatto ed hanno risparmiato, ma tagliando così indiscriminatamente, secondo il presidente del Piemonte Chiamparino, è Renzi a venire meno al patto. Per non parlare del disastro, ancora non messo a posto, del blocco agli stipendi degli statali per il quale le forze dell’ordine, che da anni stanno subendo tagli continui, non ci stanno più e minacciano lo sciopero. La luna di miele per Matteo Renzi è finita, ma la crisi ancora no.

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