Home / Ambiente / Clima / Il riscaldamento globale è rallentato dall’Atlantico, ma non per sempre

Il riscaldamento globale è rallentato dall’Atlantico, ma non per sempre

Se ti piace condividi!
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

riscaldamento globale atlantico

Una nuova minaccia si profila per il pianeta: la possibilità che, di colpo, il riscaldamento globale subisca un’accelerata tale da diventare improvvisamente incontrollabile e portare a conseguenze molto pericolose per il nostro futuro. Come sappiamo, la Terra ha dei meccanismi di auto-difesa che permettono di equilibrare in continuazione i valori e permettere che la vita possa procedere normalmente. Ma questi meccanismi non funzioneranno per sempre. Per quanto riguarda il riscaldamento globale, l’auto-difesa si chiama oceani.

Secondo i ricercatori delle Università di Washington e Seattle, l’oceano Atlantico da circa 16 anni sta agendo da “tappo” contro il global warming. Secondo l’autore dello studio, KaKit Tung, le correnti atlantiche hanno permesso di attirare il calore nell’acqua e di trascinarlo verso l’Equatore fino a 1500 metri di profondità. L’Atlantico avrebbe quindi una funzione simile a quella di un deposito: si prende il calore in eccesso e lo si blocca sotto le acque. La dimostrazione di questo fenomeno la si può avere anche con il cambiamento della salinità e del pH degli oceani ormai evidente in tutto il mondo, tanto che le barriere coralline si stanno sbiancando, i pesci si stanno rimpicciolendo ed alcune specie rischiano l’estinzione.

Secondo Tung questa corrente non è che sia nata oggi. Dalle rilevazioni dei ricercatori esistevano già nel 1970, ma fino alla fine degli anni ’90 il loro movimento è sempre stato piuttosto lento. Più la corrente era lenta e meno calore assorbiva. Sul finire dell’ultimo decennio del secolo scorso invece questa corrente ha preso ad agire più velocemente, inviando acqua calda nelle profondità dell’oceano. L’effetto è stato quello di stabilizzare la temperatura. Ma è una stabilizzazione non duratura, tanto che gli scienziati se ne sono resi conto perché vedevano che nonostante il tasso di inquinamento aumentasse a causa del boom industriale nei Paesi come la Cina, il riscaldamento globale era rallentato.

Purtroppo però questo meccanismo di autodifesa non durerà per sempre. Secondo quanto spiega Tung, lo stoccaggio di calore nelle profondità oceaniche non fa altro che aumentare la temperatura media dell’acqua. La conseguenza è che, sul lungo periodo, questo riscaldamento potrà far sciogliere i ghiacci polari che invieranno in superficie acqua fredda. Quando la salinità degli oceani diventerà molto bassa, il ciclo si invertirà, e come il tappo di una bottiglia di spumante, salterà, permettendo al calore di uscire di colpo. Secondo i calcoli dei ricercatori il ciclo terminerà intorno al 2030, e da quel momento in poi gli effetti del riscaldamento globale si vedranno molto più forti di prima.

Fonte: Nature

Lascia un commento

O

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

comments