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Iraq: ecco perché l’Italia dà le armi ai curdi

isis e curdi, la posizione dell'italia

In questi giorni di agosto gli italiani stanno assistendo ad una mossa della politica abbastanza inusuale, almeno per l’Italia: il nostro Paese, pur non entrando ufficialmente in guerra, sta fornendo armi e munizioni ad un altro Paese. Anzi, ad essere precisi non si tratta di una nazione, ma di un gruppo etnico che vuole fondarla. Si tratta dei curdi, popolazione mediorientale sparsa tra le aree geografiche che oggi appartengono a Iraq, Siria, Giordania e, in minima parte, Turchia, e che fino a qualche anno fa è stata protagonista di un genocidio che ha rischiato di far sparire del tutto l’intera etnia.

Oggi i curdi sono un po’ come gli ebrei dopo la Seconda Guerra Mondiale, dopo aver rischiato il genocidio sono sparpagliati nelle varie nazioni mediorienali e sognano la “Terra Promessa”, il tanto agognato Kurdistan (terra dei Curdi), che sarebbe un’area che dovrebbe comprendere la zona a Nord-Ovest dell’Iraq e le parti confinanti di Siria e Turchia. Ma perché l’Italia sta fornendo armi proprio ai curdi?

I curdi sullo scacchiere internazionale

Da quando i militari Occidentali hanno lasciato l’Iraq (è rimasta solo una piccola rappresentanza dei carabinieri italiani che cercano di addestrare quelli iracheni) sempre maggiori parti della popolazione civile, strette dai morsi della fame, si sono unite al gruppo terroristico che gli americani hanno ribattezzato Isis. Si tratta di un gruppo fondamentalista che mira a fondare uno Stato islamico che, a partire proprio dall’Iraq, inglobi tutti i Paesi mediorientali e quelli africani di religione islamica, per poi essere sufficientemente forti da attaccare l’Europa. Inizialmente europei e americani avevano sottovalutato questo pericolo, ma vedendo che l’Isis aveva cominciato a conquistare sempre maggiore terreno in Iraq, ha deciso di intervenire.

La scintilla che ha permesso agli Occidentali di intervenire è il genocidio che i fondamentalisti islamici hanno perpetrato nelle ultime settimane. Sciiti, sunniti, curdi e soprattutto cristiani sono stati perseguitati, trucidati e derubati, tanto da dare il via ad un esodo di massa. La regola era: o ti allei con noi o muori. Sono state create nel Paese delle zone franche, aree in cui i rifugiati potevano stare al sicuro, ma riuscire a contrastare l’Isis diventava sempre più difficile. Per questo l’Occidente ha deciso di aiutare i curdi. Come i fondamentalisti, sono radicati nel territorio e sono pronti a governarlo. I curdi, se armati a sufficienza, possono così contrastare i terroristi e, sul lungo periodo, creare uno Stato amico dell’Occidente che tenga a bada il fondamentalismo islamico e che faccia da cuscinetto contro i terroristi che vogliono seminare il panico in tutto il mondo.

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