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Tempesta solare: un pericolo che non riguarda l’Italia

tempesta solare

Lo spauracchio del ventunesimo secolo si chiama tempesta solare. Secondo gli scienziati è un’eventualità pericolosa e molto probabile perché capita ogni 150 anni circa e l’ultima è avvenuta circa 155 anni fa (nel 1859, anche se c’è chi sostiene che i blackout del 2003 furono dovuti proprio ad una tempesta solare). Dunque ogni giorno potrebbe essere quello buono. Ma che cos’è la tempesta solare?

Le conseguenze della tempesta solare

La tempesta solare è una sovrattività del sole che emana campi magnetici potentissimi verso la Terra, come se fossero delle bombe invisibili che però colpiscono qualsiasi dispositivo elettronico. A farne le spese possono essere i rilevatori Gps, ma anche i cellulari, i computer e persino i segnali radio e le linee elettriche. In caso di tempesta solare, ipotizzano i più catastrofisti, il mondo potrebbe fare un passo indietro di più di un secolo di evoluzione non avendo più a disposizione la maggior parte dei dispositivi elettronici. Ma sarà davvero così?

A quanto pare la tempesta non colpirà tutto il mondo allo stesso modo. Secondo Mauro Messerotti dell’osservatorio astronomico di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), interesserà maggiormente i poli quindi più ci si allontana da essi e minori sono le conseguenze. E siccome l’Italia è molto lontana, potremmo essere toccati solo marginalmente dal disagio. In generale, afferma Messerotti, l’intera Europa Occidentale non dovrebbe risentire granché di un’eventuale tempesta solare.

Lo scienziato ricorda che una piccola tempesta solare è già avvenuta nel 1989 e la dimostrazione della sua teoria è stata che gli sciami solari che colpiscono maggiormente i poli hanno come unica conseguenza quella di produrre delle aurore boreali fantastiche. Talmente grandi che in quell’anno si poterono vedere persino dall’Italia. Ma quali conseguenze, seppur minime, potrebbero riguardare il nostro Paese? Secondo l’Inaf potremmo registrare qualche malfunzionamento dei navigatori satellitari perché i segnali radio dei Gps possono essere disturbati dalle perturbazione nella ionosfera. Ma a parte questo, non ci dovrebbero essere né blackout né altre “catastrofi”: il ritorno al passato dovrebbe essere scongiurato.

Foto: freeimages

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