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Sigarette elettroniche fanno meno male di quelle tradizionali

sigaretta elettronica

Ma la sigaretta elettronica fa male quanto le sigarette normali oppure no? La scienza non è ancora arrivata oggi a dare una risposta definitiva a questa domanda, tanto che per il Governo italiano (e non solo), le due tipologie di fumo sono legiferate più o meno alla stessa maniera. Secondo l’ultimo studio sull’argomento però sembra che le e-cig facciano meno male. Prendiamo questa conclusione con le pinze perché siamo sicuri che nell’arco di pochi giorni arriverà un altro studio a smentirla, ma per adesso prendiamola per buona.

Lo studio in questione è stato realizzato dalla Queen Mary University di Londra che si è procurata gli studi dettagliati precedenti, 81 per la precisione, ed ha analizzato le sostanze chimiche presenti in entrambi i pacchetti, cercando di capire quale delle due tipologie avesse effetti peggiori sulla salute umana. Il primo effetto positivo gli scienziati britannici l’hanno registrato sui fumatori passivi, cioè quelle persone che non fumano ma sono costrette a respirare le esalazioni che provengono dalle sigarette altrui. Con le sigarette elettroniche almeno respirano vapore acqueo che è meno tossico rispetto a quello tradizionale.

I benefici si hanno anche sul fumatore stesso, anche se va specificato che le sostanze chimiche si trovano anche nel liquido della sigaretta elettronica e quindi non possono essere completamente esenti da rischi. Sono presenti alcune tossine del tabacco, anche se in livelli più bassi. Insomma, fanno meno male ma fanno male comunque. Ancora incerti invece sono i dati sulle persone che fumano nonostante alcuni problemi respiratori.

In conclusione i ricercatori sostengono che l’effetto benefico delle sigarette elettroniche non derivi dal fatto che un fumatore possa fumarle per sempre e subire minori effetti collaterali, ma soltanto che, a lungo andare, queste e-cig possano scoraggiare dall’acquisto delle “bionde” tradizionali, e sul lungo periodo far smettere definitivamente di fumare. Nel corso dello studio il 20% dei fumatori delle e-cigs ha smesso di fumare, e questo metodo si è rivelato migliore di cerotti e gomme da masticare. Per questo il principale ricercatore, Peter Hajek, ha concluso che le autorità non dovrebbero trattare le e-cigs come le sigarette normali sia dal punto di vista dei divieti che della tassazione, ma dovrebbero favorirne l’utilizzo proprio perché in questo modo possono ridurre il consumo, e i danni, del fumo tradizionale.

Foto: freeimages

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