Home / Attualità / Politica / Spending Review, Cottarelli inveisce: ‘Renzi spende soldi che non ha’

Spending Review, Cottarelli inveisce: ‘Renzi spende soldi che non ha’

spending review

Una nuova bufera si sta per scatenare sul Governo. Solo che questa volta potrebbe essere devastante. Il castello di carte eretto da Matteo Renzi, fatto di promesse e di tanti “contentini” (vedi i famosi 80 euro) sta per essere spazzato da una folata di vento che porta il nome di Carlo Cottarelli. Mister Forbici, o semplicemente il responsabile della spending review, ieri si è sfogato sul suo blog ed ha inveito contro le pratiche governative di usare la sua opera come un bancomat, e non come un metodo per abbassare le tasse. Per questo ora minaccia di andarsene.

Chi è Carlo Cottarelli

Cottarelli è l’uomo che, di fatto, tiene in piedi il Governo Renzi. Lavora nell’ombra tra fascicoli di carta polverosi ed è il responsabile della cosiddetta spending review, ovvero i tagli alla spesa pubblica inutile che servono da un lato ad evitare i tagli lineari, cioè una riduzione di denaro generalizzata che colpisce tutti i settori, sia quelli inutili che quelli utili come scuole e sanità, e dall’altro serve per recuperare denaro che finora era stato speso male. A lui si devono le riduzioni di spese che non portavano alcun beneficio e la chiusura di enti inutili, un’iniziativa già avviata ai tempi di Monti ed applicata con maggior metodo ora.

Ma qualcosa è cambiato. Cottarelli aveva iniziato il suo incarico con la consapevolezza che, se i tagli fossero stati fatti bene e fossero stati sufficienti, avrebbero contribuito a ridurre le tasse che pendono sulle imprese e sui cittadini. Invece adesso la sua opera si sta trasformando nel bancomat del Governo. Dagli 80 euro in busta paga a tante altre iniziative, fino all’ultima che ha fatto traboccare il vaso, ovvero mandare in pensione a 62 anni 4000 insegnanti e potenzialmente decine di migliaia di dipendenti pubblici, tutte queste azioni sono state coperte proprio dalla spending review.

La polemica

Cottarelli ieri è sbottato perché prima di tutto afferma che coprendo queste spese che Brunetta ha definito “clientelari” (e per una volta non possiamo dargli torto), il problema principale è che Renzi sta di fatto spendendo soldi che non ha. Negli ultimi tempi Cottarelli era alle prese con il recupero delle risorse per il 2015 per finanziare gli 80 euro per tutti. Servivano ben 10 miliardi per rendere sostenibile l’impresa, ma appena ha trovato due lire, il Ministro Madia se n’è appropriato per mandare in pensione i quota 96. Non che sia una scelta inopportuna o disonesta, ma il responsabile della spending review ha di fatto spiegato che se si continua così si usano nel 2014 i soldi già recuperati per il 2015, e per l’anno prossimo si rischia di non avere soldi a sufficienza per sostenere tutte le iniziative del Governo.

E ora? Adesso pare che Renzi sia disposto a spostare il “ribelle” Cottarelli al Fondo Monetario Internazionale per rappresentare l’Italia, mentre al suo posto potrebbe mettere il suo consigliere economico Yoram Gutgeld. Gutgeld avrà l’ingrato compito non solo di continuare una spending review sempre più complicata, ma anche di preparare una manovra finanziaria da presentare il prossimo autunno che non potrà essere di meno di 16 miliardi. E senza inserire nuove tasse sarà un’impresa.

Potrebbe interessarti anche:

Fratelli d'Italia

Fratelli d’Italia: il programma elettorale 2018 della Meloni

Dalla famiglia all'immigrazione, dal lavoro al welfare, i punti principali del programma di Fratelli d'Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.