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Efficienza energetica: l’Italia fa partire il programma europeo

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Uno dei famosi “20” del programma 20-20-20 dell’Unione Europea è finalmente partito anche in Italia. I tre obiettivi erano riduzione dell’energia utilizzata (o aumento dell’efficienza energetica) del 20%, utilizzo delle rinnovabili per il 20% del totale e riduzione delle emissioni del 20% rispetto al 1990. Se per il secondo obiettivo siamo ormai in dirittura d’arrivo e per il terzo siamo a buon punto, per quanto riguarda l’efficienza energetica ancora l’Italia era indietro, con tassi che ultimamente non superavano il 4-5%. Adesso però finalmente qualcosa si muove.

A spingerci verso l’incremento dell’efficienza è come sempre l’Unione Europea che ci aveva assegnato delle direttive che, se non fossero state percepite entro la prossima settimana, avrebbero comportato l’ennesima procedura d’infrazione per il nostro Paese. Per fortuna un decreto legislativo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 18 luglio scorso ci ha evitato quest’ennesima tirata d’orecchi ed ora avvierà una serie di procedure che porteranno l’Italia il più vicina possibile all’obiettivo di aumentare del 20% l’efficienza energetica dell’intero Paese. Sì, ma come?

Come sempre a far muovere il mondo sono i soldi. Cinque milioni di euro per quest’anno e 25 per l’anno prossimo verranno elargiti sotto forma di finanziamenti attraverso il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica per interventi mirati al miglioramento energetico degli edifici. Tra gli obiettivi concreti ci sono finanziare le reti di teleriscaldamento che in Italia sono di fatto nate nel 2011 ma che restano ancora un miraggio; finanziamenti per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici della pubblica amministrazione e dei privati cittadini in linea con quelli già erogati negli ultimi anni (caldaie, lavori di isolamento, impianti solari e così via); co-finanziamento di programmi regionali per effettuare le diagnosi energetiche delle imprese.

Questi i principali punti sui quali il Ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico dovranno muoversi per tentare di avvicinarsi agli obiettivi europei. Infine pare che questi fondi possano aumentare di ulteriori 10 milioni di euro con gli introiti sulla tassazione delle emissioni di CO2 per le imprese, ma questo punto resta ancora tutto da verificare. Il decreto dovrebbe essere riconvertito in legge entro 90 giorni e, se tutto dovesse andare bene, l’Italia avrà 5 anni per mettersi in pari con gli obiettivi europei.

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