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Dimissioni Conte: i motivi sono personali, ma anche tecnici

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Il motivo ufficiale per cui Antonio Conte si è dimesso ieri sera, come un fulmine a ciel sereno, da allenatore della Juventus è da ricercare negli stimoli personali. Nell’intervista che il tecnico leccese ha rilasciato subito dopo l’annuncio, Conte ha spiegato che si sentiva ancora scarico, che quella grinta che si era esaurita dopo la fine dell’ultimo campionato, il campionato dei record con 19 partite su 19 in casa vinte e 102 punti in classifica, non si era ricaricata durante le vacanze. Conte aveva promesso che sarebbe stato tranquillo durante quest’ultimo mese e mezzo e poi sarebbe tornato per cercare di vincere con la Juve anche in Europa, ma ora che il ritiro è ripreso ha ammesso di non essere riuscito a ricaricare le batterie.

Sicuramente questa motivazione è valida, è un essere umano e, forse più di altri, è “condannato a vincere”. Per questo motivo forse quella spinta in più che gli doveva arrivare dal mercato che gli avrebbe consegnato una Juventus vincente anche in Europa non è arrivata. La vacanza avrà avuto sicuramente i suoi effetti benefici, ma una volta tornato a Torino e aver visto che la Juve dello scorso anno sarebbe stata anche più o meno quella di quest’anno, ha deciso di fare un passo indietro prima che sia troppo tardi e ha deciso di lasciare spazio a qualcun altro. Dopotutto avrà pensato che meglio dello scorso anno non si poteva fare, quindi meglio lasciare da vincente.

I dissidi sul mercato sono diversi e vanno avanti da anni con la famiglia Agnelli. Da Berbatov a Jovetic negli scorsi anni, fino a Sanchez, Guarin e Cuadrado quest’anno, sono stati troppi i no che un allenatore che mira a vincere la Champions League si è sentito dire. Lui sognava una Juve con il tridente composto da Llorente-Tevez-Sanchez o Cuadrado, ed invece a parte i primi due che già erano in bianconero, si sarebbe dovuto “accontentare” di Iturbe. E forse nemmeno di lui visto che nelle ultime ore si sono inseriti nella trattativa anche Atletico Madrid e Roma. Le difficoltà a rinnovare il contratto ad un difensore che lui ritiene fondamentale come Lichtsteiner, e poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ovvero la probabile cessione di Vidal che per lui è incedibile, hanno fatto decidere Conte per le dimissioni.

Cosa accadrà ora? In casa Juve si cerca un nuovo allenatore ed al momento i tifosi vorrebbero Roberto Mancini (solo pochi mesi fa respinto con forza ma al momento sembra l’unico all’altezza); la società preferirebbe Allegri: meno costoso e sicuramente meno esigente dell’ex interista in fatto di giocatori. La terza opzione, meno percorribile, sembra essere quella di Luciano Spalletti. Per quanto riguarda Conte, se è vero che ha bisogno di ricaricare le energie, si prenderà un anno sabbatico, o al massimo a metà campionato potrebbe occupare qualcuna delle panchine che si potrebbero liberare. Se invece se la sentisse di iniziare una nuova avventura, le uniche due panchine libere sono quella del Monaco, oppure quella della Nazionale, anche se dovrebbe ridursi l’ingaggio un bel po’ dato che oggi percepisce 3,5 milioni di euro mentre la Federcalcio cerca un ct che non guadagni più di un milione.

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