Home / Attualità / Politica / Scontro PD-M5S: le 10 risposte dei grillini a Renzi

Scontro PD-M5S: le 10 risposte dei grillini a Renzi

I 10 punti di grillo

Quello che si è consumato ieri poteva essere uno strappo definitivo, ed invece sorprendendo tutti, ancora una volta, dopo gli immancabili insulti, sul suo sito Beppe Grillo ha poi pubblicato il famoso documento richiesto da Matteo Renzi che apre ad un nuovo confronto. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, è possibile riassumere l’intera vicenda dicendo che il PD ha avviato il solito giro di consultazioni per trovare i voti utili per far partire le riforme, e siccome su 8 punti su 10 in discussione i grillini si erano detti d’accordo, alla vigilia dell’incontro PD-M5S Renzi affermò: “mettetelo per iscritto o niente incontro”.

Il documento dove i punti concordati dovevano essere messi per iscritto non è mai arrivato, e così il Premier ha preferito non presentarsi nemmeno alla riunione con il Movimento, preferendo incontrare soltanto Berlusconi. Ci si poteva immaginare una rottura definitiva, ed invece in serata Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog i 10 punti ai quali risponde a tutti con un sì, cioè è d’accordo con le proposte del Governo, ma porta qualche riserva che sicuramente comporterà emendamenti e votazioni in aula. Ecco le famose 10 risposte:

  1. Sì al ballottaggio: nella nuova legge elettorale va bene che ci sia il ballottaggio tra i primi due candidati per dare governabilità al Paese. La riserva qui consiste nella proposta di un primo turno proporzionale senza soglia di sbarramento per evitare che i piccoli partiti diano i loro voti al grande partito e poi nemmeno entrino in Parlamento. Inoltre il limite per evitare il ballottaggio dev’essere il 50%+1 dei voti (praticamente impossibile da ottenere);
  2. Sì al premio di maggioranza del 15%;
  3. Sì alla riduzione dell’estensione dei collegi;
  4. Sì alla verifica da parte della Corte Costituzionale della legge elettorale per evitare che venga bocciata dopo la votazione;
  5. Sì alla modifica del titolo V della Costituzione (tradotto si tratta dell’abolizione delle Province);
  6. Sì alla riduzione delle indennità dei consiglieri regionali e dei sindaci e all’eliminazione dei rimborsi ai gruppi consiliari delle Regioni;
  7. Sì all’abolizione del Cnel;
  8. Nì sulla riforma del Senato: va bene riformarlo e magari ridurne i membri, ma per i grillini il Senato deve restare elettivo. Inoltre i senatori non devono esserlo a tempo pieno e dunque non devono percepire indennità. In questo modo si supera il bicameralismo perfetto: le leggi le fa solo la Camera mentre i poteri del Senato sono fortemente ridimensionati, a patto che il Senato resti elettivo altrimenti, se i senatori fossero espressione delle Regioni, non dovrebbero avere poteri importanti come la nomina del Presidente della Repubblica;
  9. Sì al dimezzamento delle retribuzioni di tutti i Parlamentari (il Movimento l’ha già fatto);
  10. Nì all’indennità per i parlamentari: per i grillini devono rimanere in piedi solo i diritti di insindacabilità per le opinioni e i voti espressi mentre per evitare che l’indennità si confonda con l’impunità, deve essere abolita ogni altra forma di tutela giuridica.

Potrebbe interessarti anche:

liberi e uguali

Liberi e Uguali: il programma per le elezioni 2018

Il lavoro è il principale punto del programma di Liberi e Uguali: i dettagli nella dichiarazione d'intenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.