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Riforma della Giustizia, cosa cambia con la rivoluzione di Renzi

riforma giustizia

Dopo i famosi 80 euro in busta paga, la riforma della Pubblica Amministrazione, quella della legge elettorale (non ancora completata) e quella del Senato, Matteo Renzi si appresta a varare anche la riforma della Giustizia. Più o meno rispettando i tempi che si era dato, è stato presentato in Parlamento il testo licenziato dalla commissione che mira ad avere prima di tutto una macchina giudiziale più rapida, e poi si spera anche più giusta. L’intera riforma, che vista la lentezza italiana potremmo definire una rivoluzione, si snoda essenzialmente in 12 punti. Ecco cosa cambia con la nuova riforma della Giustizia:

1 – In sede Civile, il primo grado deve avvenire in meno di un anno. Il primo dei tre gradi di giudizio deve arrivare entro 365 giorni dalla comunicazione della chiusura delle indagini. Sarebbe sicuramente una buona mossa, ma non è stato chiarito cosa potrebbe accadere se ciò non avvenisse. Prescrizione? Il Premier ha detto che vuole evitarla, ma questo punto è essenziale per valutare la riforma.

2 – Riduzione dei processi civili. Al momento i procedimenti civili ancora pendenti risultano essere circa 5 milioni. L’obiettivo di Renzi è di portarli in breve tempo a 2,5 milioni attuando una serie di semplificazioni come evitare di andare davanti ad un giudice nei processi di separazione o divorzio, quando l’atto è consensuale tra i coniugi. Ad eccezione di quando ci sono figli minori.

3 – In sede di processo, hanno la precedenza le imprese e le famiglie le cui domande dovranno passare avanti rispetto alle altre.

4 – Carriera nel Csm. Finora facevano carriera i magistrati che seguivano una certa corrente politica. Gli avanzamenti avvenivano grazie ad agganci politici, ma d’ora in avanti non sarà più così. Gli scatti avverranno attraverso un sistema di valutazione del merito non meglio specificato. Non ci sono novità invece per quanto riguarda l’elezione dei membri del Csm.

5 – Stop al doppio incarico giudicante/nominante. Sempre nell’ambito della riforma del Csm, si è deciso che i membri chiamati a nominare altri membri non saranno gli stessi che poi dovranno giudicarli.

6 – Responsabilità civile dei magistrati. La norma che più fa discutere, prevede che se un magistrato sbaglia, il danneggiato anziché rivalersi sullo Stato che poi, in un secondo momento, può rivalersi sul magistrato stesso, possa accusare direttamente il magistrato stesso che, se ritenuto colpevole, dovrà risarcire il danneggiato.

7 – Reati per i giudici. Introdotto il principio che chi sbaglia paga anche per i giudici. Saranno infatti previste delle sanzioni disciplinari per la magistratura ordinaria, contabile e amministrativa.

8 – Falso in bilancio. La vecchia norma del falso in bilancio, eliminata dal primo Governo Berlusconi, verrà reintrodotta con alcune modiche come la norma sull’autoriciclaggio.

9 – Giustizia penale rapida. Come per quella civile, anche in sede penale si tenterà di velocizzare i processi riformando la norma sulla prescrizione. Anche su questo punto non ci sono specifiche, si spera che la prescrizione non venga ulteriormente accorciata altrimenti si rischia di vedere cadere praticamente tutti i processi.

10 – Svolta nelle interecettazioni. Il sistema deve garantire al magistrato di poter disporre delle intercettazioni come oggi ed anche in modo più rapido, ma al contempo deve tutelare la privacy dell’intercettato. Tra le norme in discussione ci sono la censura delle frasi dette dall’interlocutore dell’intercettato perché non è lui ad essere indagato, oppure la possibilità di riportare il riassunto dell’intercettazione ma non la trascrizione fedele.

11 – Riforma digitale. Tutto il sistema giudiziario, come quello amministrativo, dovrà diventare informatizzato, in modo da risparmiare tempo, denaro e carta nei processi.

12 – Riqualificazione del personale per posizionare in maniera più efficiente gli attuali dipendenti e permettere di colmare le lacune (specialmente di tipo informatico) delle Procure.

Foto: freeimages

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