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Allenatore nazionale italiana: i requisiti decisi dalla Figc

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Ieri c’è stato un incontro in Figc che in teoria sarebbe dovuto servire per scegliere il nuovo ct della nazionale italiana. In realtà è servito soltanto a ratificare ufficialmente le dimissioni di Prandelli, ex allenatore, e quelle di Abete, ex presidente della Federazione. Il discorso per il nuovo ct è stato rinviato, e non di poco: se ne riparlerà a metà agosto. Prima di scegliere il nuovo allenatore della nazionale infatti bisognerà scegliere il presidente della Figc, e poi sarà lui a selezionare il nuovo ct. Ad ogni modo sono stati scelti almeno i requisiti che il nuovo ct dovrà avere.

Il primo, e più importante, riguarderà lo stipendio. Il nuovo ct si dovrà “accontentare” di un budget non superiore al milione di euro all’anno. Prandelli percepiva 1,7 milioni e, nonostante nel mondo professionistico a questi livelli tale cifra non rappresentasse un’esagerazione, all’interno della federazione era considerato uno stipendio troppo oneroso. Una sorta di errore che con il nuovo allenatore non si ripeterà. Dunque esclusi tutti quelli che sono abituati a contratti multimilionari come Roberto Mancini e Luciano Spalletti che sono abituati a cifre 4-5 volte superiori. E forse escluso anche Massimiliano Allegri che al Milan percepiva un ingaggio superiore al milione di euro, ma che potrebbe fare il “sacrificio” di accontentarsi di una cifra più bassa.

In questo caso i favoriti sarebbero Zaccheroni e Guidolin, allenatori d’esperienza, economici e in grado di valorizzare i giovani, ma se il presidente della Figc diventasse Carlo Tavecchio, che attualmente sembra essere il favorito, probabilmente anche loro verrebbero fatti fuori. Tavecchio infatti preferirebbe costruirsi in casa un allenatore che possa prendere le redini della nazionale per tanti anni. Una strategia vecchia di quasi quarant’anni nella quale un allenatore d’esperienza, che però potrebbe anche essere uno come Zaccheroni, affiancherebbe un allenatore giovane e con nuove idee, e soprattutto economico, vedi gente come Cannavaro o Roberto Baggio.

Altro requisito è che l’allenatore dev’essere libero, e dunque questo esclude l’impiego part-time di Conte. Infine, sempre se il presidente sarà Tavecchio, dovrebbe essere nominato ct una persona che abbia qualità morali di persona “normale, modesta”. Quindi anche in questo caso dovrebbero essere escluse candidature di personalità molto forti e spesso sopra le righe come quelle di Mancini o di Gattuso (ma anche di Conte).

Rimane dunque il mistero. Ad ogni modo il primo appuntamento è per l’11 agosto quando verrà eletto il nuovo presidente della Figc. Il favorito, come detto, è Carlo Tavecchio che finora ha ricoperto il ruolo di vicepresidente proprio di Abete, nonché quello di presidente della Lega Dilettanti; gli altri sono Demetrio Albertini che di recente era uscito dalla Figc e che comunque non sembra molto convinto di puntare a quella poltrona; Andrea Abodi, attuale presidente della Lega di B, o altri esterni ancora non identificabili. Luca Pancalli, presidente del comitato Paralimpico si è già tirato fuori dalla contesa, mentre si parla di Guido Rossi nuovamente come commissario se non dovesse essere trovata una soluzione. Il 12 agosto poi dovrà necessariamente essere nominato un nuovo ct dato che, meno di un mese dopo, il 9 settembre, iniziano le qualificazioni per Euro 2016.

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