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CO2: 200 mila morti se non tagliamo l’inquinamento

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L’allarme degli scienziati è ormai da brividi: 200 mila morti se non riduciamo l’inquinamento. Questo non in tutto il mondo, ma nella sola Europa. È quanto affermano i ricercatori del Joint Research Centre, il servizio di ricerca dell’Unione Europea, che questa settimana ha presentato i risultati del suo ultimo studio sulle previsioni sul clima. Se non prendessimo contromisure adeguate nei prossimi anni per tagliare la CO2, dicono gli scienziati, sarebbe impossibile riuscire ad evitare un innalzamento delle temperature che potrebbe toccare i 3,5 gradi di media in più rispetto al livello considerato “normale”.

Anche se 3,5 gradi possono sembrare un’inezia, a livello di atmosfera sono una catastrofe. Già in questi ultimi anni, con temperature medie di poco superiori ad un grado in più del normale, stiamo vedendo uragani che aumentano di intensità e frequenza, bombe d’acqua, inondazioni e lunghi periodi di siccità. Portare la temperatura media globale a 3,5 gradi in più significa triplicare queste catastrofi naturali.

I ricercatori europei stimano in circa 200 mila le persone che potrebbero morire a causa delle conseguenze dirette dei cambiamenti climatici. Ma si sa, i politici che devono prendere le decisioni, ragionano sempre in termini di soldi, e dunque l’impatto stimato in tutta Europa di questo riscaldamento globale ammonta a circa 190 miliardi di euro. Una cifra che nessuna manovra di emergenza può trovare. Significherebbe che qualche pioggia di troppo, ma anche incendi e le altre catastrofi, si mangerebbero l’1,8% del Pil europeo.

Andando più nel dettaglio, vediamo che un Paese come l’Italia, insieme agli altri dell’Europa meridionale, potrebbe subire un contraccolpo tremendo a livello fluviale. I danni che deriverebbero dalle alluvioni sono stimati in circa 10 miliardi di euro; al contrario le foreste che andrebbero in fumo ammonterebbero a circa 8000 km quadrati. Senza contare che le città costiere, migliaia in Italia, diventerebbero invivibili a causa dell’innalzamento del livello del mare che letteralmente le sommergerebbe. E se qualcuno pensa di potersi rasserenare pensando che tanto, se mai dovesse accadere, ci vorranno dei secoli, si sbaglia. Le stime infatti parlano di ciò che potrebbe accadere entro il 2080, tra meno di 70 anni, così se a pagarne le conseguenze non saremo noi direttamente, lo saranno sicuramente i nostri figli o i nostri nipoti.

Fonte: Joint Research Centre
Foto: freeimages

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