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Riforma del Senato e non solo, l’intesa PD-Forza Italia

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Continuano le manovre di Palazzo tra PD e Forza Italia, nelle persone di Matteo Renzi e Silvio Berlusconi che continuano a decidere insieme il destino dell’Italia. Ieri si sono incontrati per discutere della riforma del Senato, e l’idea che aveva Renzi prima di entrare in stanza con Berlusconi era molto diversa da quella che ne è uscita.

Tanto per cominciare, i senatori non saranno più sindaci e rappresentati delle Regioni, ma ci saranno solo 20 sindaci, uno per ogni Regione d’Italia, e poi il resto non sarà eletto direttamente dal popolo, ma si tratterà di consiglieri regionali con delega proprio al Senato. In altre parole quasi nessun sindaco sarà costretto a fare il “doppio lavoro”, ma piuttosto l’onere del senatore sarà nelle mani di un consigliere (circa 3 per ogni Regione) che avrà questo compito unico.

Modificate un po’ anche le funzioni del nuovo Senato non elettivo. Il diktat di Renzi sull’impossibilità di dare o togliere la fiducia al Governo resta, ma il nuovo Senato recupera la competenza in materia regionale, europea, sulle leggi elettorali e costituzionali. Confermato anche il potere di elezione del Presidente della Repubblica, del Csm e dei giudizi costituzionali.

Da questa trattativa Renzi ottiene la possibilità che la nuova legge elettorale e la riforma del Senato ottenga un’accelerazione che potrebbe portare all’approvazione definitiva già tra la fine di luglio e i primissimi giorni di agosto; Berlusconi invece, oltre ad ottenere nuova visibilità politica, ottima mossa dopo lo smacco alle elezioni europee e amministrative, ottiene anche una spinta su una delle leggi che a lui interessano di più come il presidenzialismo, che verrà proposto tramite referendum e legge costituzionale.

E il Movimento 5 Stelle? Come sempre viene momentaneamente messo da parte quando ci sono le trattative, e tornerà al centro del dibattito quando serviranno i voti. Nelle prossime settimane una delegazione del movimento, nella quale è molto probabile non ci sia Grillo, incontrerà Renzi per discutere della legge elettorale. Dopodiché si vedrà se ci sarà ancora un muro contro muro, o delle controproposte dei 5 Stelle.

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