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Legge elettorale: Grillo apre al PD, arriva la riforma?

dialogo m5s-pd

La settimana si apre con una sorpresa che davvero nessuno si aspettava: il Movimento 5 Stelle apre al dialogo con il PD. Una decina di deputati e senatori pentastellati nelle scorse settimane erano stati espulsi perché avevano chiesto proprio questo incontro, ma solo ora, anche sulla loro pelle, Beppe Grillo ha deciso di accettare. Anzi, è stato proprio lui a proporlo a Matteo Renzi, direttamente sul suo blog.

Ufficialmente l’apertura del leader del M5S è derivata da due fatti: l’aver realizzato una proposta di legge elettorale votata dalla rete e per il risultato delle elezioni europee che ha visto il PD vincere con oltre il 40 per cento delle preferenze. In realtà crediamo che a spingere Grillo ad accettare il confronto sia l’ammissione di alcuni deputati di Forza Italia che qualche giorno fa avevano ammesso che l’Italicum, la nuova legge elettorale nata dall’incontro tra Renzi e Berlusconi, era stato fatto proprio per togliere potere al Movimento 5 Stelle. Quindi, per puro calcolo elettorale, è meglio dialogare per una volta e far passare una legge più equa, piuttosto che continuare il muro contro muro e rimanere fuori dai giochi.

Questi, in sintesi, i punti più importanti della proposta che la base del Movimento 5 Stelle ha votato come prossima legge elettorale:

  1. Ritorno alle circoscrizioni (sia per le liste che per le votazioni), con elezioni commisurate al numero di elettori residenti in quella determinata area;
  2. Ritorno alle preferenze con l’introduzione del voto negativo o di penalizzazione (oltre a votare il proprio candidato preferito, si può anche votare contro un candidato per tentare di escludere gli indagati e altre persone mal viste dagli elettori);
  3. Abrogazione delle coalizioni;
  4. Divieto di candidature plurime (non ci si può candidare in più circoscrizioni o contemporaneamente sia alla Camera che al Senato);
  5. L’ordine in lista dev’essere deciso tramite sorteggio e non più dai capi partito;
  6. Abrogazione delle disposizioni speciali per la Valle d’Aosta per la Camera e per il Molise e le Regioni a Statuto Speciale per il Senato;
  7. Elezioni con sistema proporzionale;
  8. Sbarramento all’ingresso in Parlamento commisurato alla grandezza delle circoscrizioni.

Il post con il quale Grillo ha lanciato la proposta si intitola “Renzi batti un colpo”. Per adesso Renzi il colpo non lo ha ancora battuto, ma molti suoi compagni di partito sì, da Emiliano al Ministro Martina, dal vicesegretario Guerini a Debora Serracchiani, e tutti sono contenti di questa apertura. Sarà previsto un incontro in streaming per discutere della faccenda, vedremo se sarà un altro teatrino triste come quello dell’altra volta o questa volta si riuscirà a fare qualcosa di concreto.

Foto: screenshot beppegrillo.it

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