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Rapporto Ecomafia 2014: 80 reati al giorno!

rapporto ecomafia

La mafia dell’ambiente, la cosiddetta Ecomafia, non conosce crisi. Anche quest’anno, in Italia, i reati ambientali sono stati tantissimi, un numero che fa paura: 29.274. Almeno quelli accertati. Significa che ogni giorno 80 reati vengono commessi contro la nostra bella terra, e proprio in questo momento, mentre io scrivo e voi leggete, è molto probabile che si stia compiendo un ecoreato dato che, secondo le statistiche, ne accade uno ogni 15-20 minuti.

La maggior parte degli ecoreati, circa uno su quattro, avviene nel settore dell’agroalimentare come truffe, contraffazioni, o veri e propri attentati alla salute come il recente caso della carne bovina di animali malati venduta come carne di qualità presso la grande distribuzione. Il segnale è di quelli che fanno preoccupare dato che, in termini assoluti, i reati dell’Ecomafia nell’agroalimentare sono raddoppiati rispetto al 2012.

Gli altri reati contro l’ambiente più comuni sono quelli contro la fauna e nella gestione dei rifiuti. E poi ci sono gli ecomostri, tonnellate e tonnellate di cemento che vanno a deturpare le nostre bellezze naturali che vengono tirati su in una notte e poi vengono bloccati dalla magistratura, lasciando uno scheletro grigio in mezzo ad una natura contaminata per anni. Secondo il rapporto Ecomafia 2014 di Legambiente, le attività illegali fruttano alle associazioni criminali 15 miliardi di euro l’anno, e non si tratta di imprenditori singoli e senza scrupoli visto che la magistratura ha accertato, solo nell’ultimo anno, il coinvolgimento di ben 321 clan.

L’unica buona notizia che arriva dal rapporto è che, complessivamente, i proventi criminali si sono ridotti di circa un miliardo e mezzo. Ma sono ancora tanti, troppi, e mietono troppe vittime. La riduzione, spiega ancora lo studio, non ha riguardato il traffico di rifiuti e l’abusivismo edilizio, ma solo le grandi opere nelle quali ci sono sempre infiltrazioni mafiose. Ma non c’è da stare allegri visto che si tratta solo della conseguenza della spending review che ha messo in circolo meno denaro pubblico e di conseguenza ha fatto incassare meno anche alle attività criminali. Si legge così il dato dei reati in calo, -14%, e quello dei sequestri. Un aspetto positivo semmai si deve all’aumento delle denunce da parte della gente comune, stanca di sottostare a questi soprusi.

L’Ecomafia colpisce un po’ ovunque in Italia, anche se quasi la metà dei reati avviene nelle quattro regioni con la criminalità organizzata più ramificata: Campania, Puglia, Calabria e, a sorpresa (ma neanche tanto) Lombardia. Il motivo principale per cui tutto ciò accade è che ancora in Italia non c’è una legge ad hoc sulle ecomafie. Il Governo Renzi, appena insediatosi, l’aveva promessa, ma come per altre riforme, è finita in un cassetto. Per questo oggi il Ministro della Giustizia Orlando, che nel precedente governo ricopriva la carica di Ministro dell’Ambiente, insieme al suo collega, attuale titolare dell’Ambiente Galletti, ha chiesto che il ddl sui reati ambientali che circola da troppo tempo al Senato senza una votazione possa essere finalmente approvato. Non sarà esaustivo e nemmeno la soluzione a tutti i problemi, ma come afferma lo stesso Orlando, è meglio di niente.

Fonte e foto: Legambiente

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