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Tangenti Mose e Expo, Renzi propone il Daspo per i politici

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Se i tifosi troppo esagitati vengono sottoposti a Daspo, ovvero il divieto ad accedere alle manifestazioni sportive, perché non farlo anche con i politici? La proposta, sicuramente provocatoria e probabilmente non attuabile, arriva direttamente dal Presidente del Consiglio Renzi, rimasto “scottato” dopo le ultime vicende che hanno visto corrotti bipartisan per quanto riguarda sia il Mose di Venezia che l’Expo di Milano.

Il Daspo per i politici non esiste come provvedimento disciplinare, ma può essere attuato per vie traverse. Se a decidere tutto fosse Renzi, spiega l’ex sindaco di Firenze, i politici che rubano verrebbero condannati per alto tradimento alla Repubblica. Ad oggi questo reato è previsto solo per il Capo dello Stato e prevede, oltre alla decadenza dalla sua carica, anche l’ergastolo. In questo modo, mandando il politico in carcere a vita, certamente non si correrà il rischio di rivederlo nuovamente in circolazione, in qualche istituzione, a distanza di pochi anni.

Ovviamente quella di Renzi era una provocazione, l’alto tradimento viene comminato nel caso in cui si svelino segreti di Stato, soprattutto militari, a forze armate straniere, eppure trattandosi di un tradimento verso i cittadini che li hanno votati, in un certo senso sarebbe pure giustificato.

Intanto per mercoledì prossimo è stata indetta la Giunta per le Autorizzazioni a Procedere della Camera nella quale verrà votato a favore o contro l’arresto dell’ex Ministro Galan, coinvolto nelle tangenti Mose. E dalle ultime novità emerse pare che un altro ex ministro del Governo Berlusconi, Altero Matteoli, potrebbe essere coinvolto nella vicenda. Il voto difficilmente ci sarà mercoledì stesso, ma ci saranno colloqui ed eventuali richieste di ulteriori documenti. La decisione finale dovrebbe arrivare entro il 4 luglio.

E intanto le reazioni degli altri partiti? Le solite. Forza Italia come sempre difende gli indagati. Brunetta parla di “spifferi delle Procure” e di “spettacolarizzazione delle vicende giudiziarie”, esprime solidarietà a Galan e continua ad assicurare il garantismo. Di contro Beppe Grillo lancia un nuovo slogan: “vinciamo poi ma arrestano voi”, continuando la sua battaglia politica nell’affermazione che destra e sinistra sono uguali e che sono composte da delinquenti che, un giorno sì e uno no, vengono arrestati o indagati. Insomma, Tangentopoli non è di certo finita negli anni ’90, ed oggi sembra essere diventata più grande che mai.

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