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Deposito nucleare in Italia, i criteri di esclusione

deposito nucleare

Entro la fine di questa settimana l’Ispra dovrebbe pubblicare i risultati del suo studio per quanto riguarda i criteri per la creazione di un deposito nucleare in Italia che possa raccogliere tutti gli scarti che ancora le nostre centrali dismesse trent’anni fa producono, ma anche i rifiuti ospedalieri ed altri radioattivi simili. Nell’attesa che l’Ispra si pronunci sui criteri di scelta, il Sole 24 Ore è venuto in possesso dei criteri di esclusione. Ciò vuol dire che anche se non sappiamo ancora dove potrebbe essere realizzato il deposito nucleare unico, possiamo almeno sapere dove NON verrà realizzato.

Se un’area possiede anche solo uno di questi criteri, non verrà nemmeno presa in considerazione per la realizzazione del deposito:

  • Aree a rischio terremoti;
  • Instabilità geologica;
  • Vicinanza alle falde acquifere;
  • Vicinanza di risorse naturali già sfruttate o che verranno sfruttate;
  • Vicinanza di fiumi, dighe o sbarramenti idraulici artificiali;
  • Almeno 10 km di distanza dal centro abitato;
  • Almeno 10 km di distanza dalla costa;
  • Almeno 1 km di distanza da autostrade, strade principali extraurbane e ferrovie;
  • Altezza superiore ai 700 metri;
  • Pendenza del terreno superiore al 10%;
  • Aree naturali protette;
  • Aree sfruttate con produzioni agricole di particolare qualità e tipicità;
  • Luoghi di interesse culturale o storico.

Come in molti avranno pensato, eliminando tutti questi criteri praticamente si è eliminata l’Italia. Sono ben poche le zone che non corrispondono a nessuno di questi punti, in particolar modo è una rarità trovare zone che nel nostro Paese non siano sismiche né soggette a rischio idrogeologico.

Ad ogni modo, anche ammesso che si trovi qualche sito dove poter installare questo deposito unico, gli ostacoli non sono di certo finiti. Già soltanto le lungaggini burocratiche, tra studi, rilevazioni, autorizzazioni e costruzione, fanno calcolare in non meno di 4 anni il tempo che ci vuole dal momento in cui verranno enunciati i criteri dall’Ispra a quando il deposito potrà entrare in funzione. Anche una volta individuato il posto adatto, la Regione potrà opporsi con mille ostacoli burocratici. L’incentivo, specialmente per convincere la popolazione, sarà affiancare al deposito un centro di ricerca che dovrebbe portare lavoro e ricchezza al territorio, ma sarà sufficiente ad evitare scene di rivolta popolare come quelle viste a Scanzano Jonico pochi anni fa?

Foto: freeimages

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