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Tasi: scandenze, percentuali e altre info dell’ultimo minuto

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Il caos della Tasi ha portato le commissioni Bilancio e Finanze del Senato a riscrivere ancora le regole e ad emanare ulteriori precisazioni riguardanti chi e come va pagata questa benedetta tassa sui servizi indivisibili. Nelle precisazioni ufficiali alcuni punti vengono confermati, come la data di scadenza della prima rata per il 16 giugno solo per i Comuni che avevano già comunicato l’aliquota, o che la percentuale che spetta agli inquilini va dal 10 al 30% a seconda della scelta dei Comuni. Altri dettagli invece cambiano o sono stati meglio precisati.

Cominciamo con le date di scadenza. Finora poco più di duemila Comuni italiani hanno comunicato le aliquote della Tasi. In queste città la tassa si pagherà, per la prima rata, entro il 16 giugno, il saldo entro il 16 dicembre. Alla suddivisione in due rate possono ora accedere anche quelle abitazioni che finora erano state abilitate al pagamento soltanto nella rata unica di dicembre. Per tutti gli altri 6 mila Comuni circa che non hanno deliberato, la data della prima rata slitta al 16 ottobre. Loro conosceranno l’aliquota di pagamento tra il 10 e il 18 settembre prossimi. Se nemmeno entro il 10 settembre il Comune dovesse fare in tempo a deliberare, la Tasi si pagherà in una rata unica entro il 16 dicembre con un’aliquota dell’1 per mille con gli inquilini che dovranno pagare solo il 10% (il minimo previsto dalla legge in entrambi i casi).

Tra le nuove precisazioni si indica che se l’inquilino non dovesse pagare la somma a lui spettante, non dovrebbe essere il proprietario a coprirla, ma l’inquilino risulterebbe moroso. Nel caso di un condominio o una multiproprietà, la Tasi sugli spazi in comune va versata dall’amministratore che poi si rivale sui comproprietari. Inoltre il calcolo della Tasi non si basa più sui giorni di possesso di un immobile, ma sui mesi. Il mese scatta dal quindicesimo giorno di possesso, così se si acquista un immobile il 14 di marzo si calcolano solo 9 mesi, se si acquista il 15 di marzo se ne calcolano 10.

Se un immobile ha più proprietari, le detrazioni vanno calcolate in parti uguali, come se ci fosse un proprietario unico. Invece se i proprietari di una casa sono due coniugi separati, è tenuto al pagamento della Tasi (e dell’Imu) solo il coniuge al quale il giudice ha affidato la casa.

Sono previsti anche degli sconti. I fabbricati inagibili o di interesse storico pagano la Tasi, così come l’Imu, al 50%; i terreni agricoli che sono esentati dall’Imu sono esentati anche dalla Tasi.

Fonte: il Sole 24 Ore
Foto: freeimages

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