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Mondiali 2022 potrebbero essere revocati al Qatar: scoperti brogli

mondiali 2022

I Mondiali 2022, ribattezzati ormai i Mondiali delle polemiche, potrebbero essere revocati al Qatar. Dopo l’ammissione dell’errore da parte di Blatter che si è dovuto affidare ad un team di tecnici esperti per scoprire che nel Paese costruito nel deserto d’estate fa troppo caldo per giocare a calcio, adesso arriva un altro duro colpo alla FIFA: le voci di presunti brogli si sono rivelate vere. Lo ha scoperto il Sunday Times che è venuto in possesso di migliaia di email e documenti che attestano le bustarelle che l’ex presidente della Federcalcio asiatica avrebbe versato ai commissari FIFA per comprare il loro voto.

Per assegnare un Mondiale il regolamento prevede che un certo numero di nazioni si possano candidare. Poi un team di tecnici effettua le valutazioni sulla possibilità di ospitare un evento del genere e redige un rapporto. Dopo aver studiato il rapporto i commissari FIFA votano ed il Paese che ha ottenuto più voti ottiene la manifestazione. In passato tutto si è svolto regolarmente e le valutazioni sono state solo tecniche; questa volta però il Sunday Times ha scoperto che Mohamed bin Hammam, il capo dell’Asian Football Confederation dell’epoca (oggi radiato), avrebbe pagato mazzette per un totale di 5 milioni di dollari per comprare i voti di diversi delegati, soprattutto africani e asiatici. Oggi il Daily Telegraph ha persino tirato in ballo il presidente dell’Uefa Michel Platini che nel 2010 avrebbe presenziato ad una cena nella quale erano presenti proprio bin Hammam, l’allora presidente francese Sarkozy, l’emiro del Qatar ed il Primo Ministro qatariota. Lui però nega di aver ricevuto qualsiasi tipo di pressione.

I Mondiali in Qatar stanno già suscitando diverse polemiche a causa del fatto che, nel periodo in cui si dovrebbe giocare (giugno-luglio 2022), le temperature dovrebbero superare abbondantemente i 40 gradi. Per questo si stanno studiando strategie per evitare questo genere di difficoltà, come per esempio disputare, per la prima volta nella storia, il Mondiale in inverno. Ma questa ipotesi non piace ai club, alla Uefa e agli sponsor, e così chissà che questa vicenda della corruzione non sia il pretesto giusto per sottrarre la competizione al Paese asiatico e riassegnarla a qualche Paese con un clima più “ospitale”. Si sono già fatte avanti Inghilterra e Australia, ma una decisione verrà presa dopo il 9 giugno prossimo, data nella quale la FIFA conta di chiudere l’indagine.

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