Home / Animali / Gatti / Gatto obeso: come comportarsi

Gatto obeso: come comportarsi

obesità nel gatto

L’obesità è il male del secolo. Non colpisce solo gli esseri umani ma purtroppo anche i gatti. Questa condizione, che in alcuni casi può trasformarsi in vera e propria emergenza medica, può avere un’origine molto varia. Sono infatti tante le malattie che comportano l’obesità in un gatto, ma la causa più comune è che semplicemente gli diamo troppo da mangiare. Gli errori più comuni che si fanno durante l’alimentazione di un gatto sono:

  1. Lasciargli sempre disponibile il cibo;
  2. Non pesargli il cibo;
  3. Credere che tutti i cibi siano uguali
  4. Non effettuare visite dal veterinario periodiche.

Andiamo ad analizzare questi punti uno per uno. Prima di tutto, il gatto deve mangiare solo a determinati orari, quindi è sbagliato lasciargli la ciotola sempre piena o un distributore non temporizzato. L’ideale sarebbe dargli da mangiare una volta al giorno, ma è possibile farlo anche due volte, sempre però mantenendo il totale giornaliero. Per evitare di avere un gatto obeso, è fondamentale pesargli il cibo. Di solito sulle confezioni del cibo per gatti compaiono le tabelle che indicano quanti grammi vanno dati al giorno a seconda del peso e dell’età. Se poi volete dargli quei grammi tutti in un pasto o in due separati, potete deciderlo voi, ma l’importante è che non si ecceda. Le tabelle sono generiche e perciò non infallibili. Per questo è fondamentale il punto quattro.

Le visite dal veterinario sono fondamentali per due motivi: solo un medico infatti può capire, meglio di qualunque padrone, se il gatto è obeso o no; inoltre può indicare quale sia il cibo migliore. E qui veniamo al punto tre. Esistono tantissime tipologie di cibo per gatti, se visitate un sito di un rivenditore o entrate in un negozio specializzato vi accorgerete della varietà. C’è il cibo per cuccioli, per i gatti sopra l’anno di età, per quelli sterilizzati e per quelli anziani. Per non parlare del cibo adatto per ogni singola patologia. Dopo aver visitato il gatto, il veterinario saprà indicarvi la qualità del cibo migliore e a volte anche la marca. Non accontentatevi dunque del cibo da supermercato, il gatto non può mangiare solo quello per tutta la vita.

È molto importante intervenire in tempo per risolvere il problema dell’obesità in quanto anche mezzo chilo di troppo per un gatto può aumentare il rischio di sviluppare artrosi, diabete mellito di tipo 2, problemi respiratori ed altre malattie. Ma come accorgersi se un gatto è obeso?

A parte tentare di pesare un gatto (impresa non da poco), si possono cogliere alcuni segnali. Per esempio, il gatto obeso tende a produrre un tonfo quando scende dal letto. Un altro indizio deriva dalle costole. In un gatto in forma basta poggiare le mani sui fianchi per sentire le costole. Se invece dovete premere per sentirle, vuol dire che ha accumulato della ciccia di troppo. Controllate il girovita, la parte dalla pancia in giù dovrebbe essere più snella del resto del corpo. Quando poi si nota una specie di sacca che oscilla tra le zampe posteriori, vuol dire che l’obesità è diventata ormai grave.

Non c’è un peso preciso per tutti che può indicare l’obesità. Mediamente un gatto che pesa 5 chili dovrebbe mangiare cibo per 200 calorie al giorno, secondo i calcoli dell’Associazione per la Prevenzione dell’Obesità nei Pet americana. Però ogni gatto fa storia a sé. Prima di iniziare una dieta, far visitare il gatto dal veterinario che indicherà il cibo più corretto e la quantità. La parte difficile sarà resistere al miagolio del gatto che ha fame e che per i primi giorni mostrerà segnali di inquietudine perché certamente il cibo non gli basterà, ma si abituerà in poco tempo.

Alcuni “trucchi” per far digerire meglio al gatto la dieta possono essere:

  • Suddividere l’ammontare quotidiano di cibo in 4-6 piccoli pasti (in un pasto unico si accorgerà che c’è meno cibo, ma in tanti pasti non se ne accorge tanto facilmente)
  • Assicurarsi che la ciotola dell’acqua sia sempre piena
  • Lasciare il gatto senza cibo per una quantità limitata di tempo
  • Evitare di dare i propri avanzi al gatto che vi guarderà implorante mentre mangiate

Fonte: Pets Webmd
Foto: freeimages

Potrebbe interessarti anche:

svezzamento gattini 14 settimane di vita

Ecco perché i gattini vanno svezzati non prima delle 14 settimane di vita

A che età bisogna svezzare i gattini? Un nuovo studio riapre il dibattito nel mondo scientifico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.