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Rapporto Giovani 2014: uno su due vuole emigrare

rapporto giovani 2014

I giovani italiani non vogliono più stare in Italia. Lo rivela il Rapporto Giovani 2014 redatto dall’Istituto Toniolo con la collaborazione dell’Università Cattolica di Milano, Intesa San Paolo e Fondazione Cariplo. La ricerca ha tentato di capire quando comincia a maturare l’idea di emigrare, perché e dove i nostri ragazzi sperano di mettere a frutto le loro conoscenze.

Alla prima domanda già si capisce l’aria che tira in Italia. Il 48,9% dei giovani italiani pensa di emigrare all’estero, e questo pensiero non viene solo durante gli studi univerisitari, ma molto prima, già durante le scuole superiori. Certo, se poi la voglia non ti viene sui banchi, ti viene quasi certamente grazie al programma Erasmus che consente lo scambio di studenti tra atenei di tutta Europa, il quale permette appunto ai giovani italiani di entrare in contatto con un’altra cultura, imparare la lingua e poi, una volta laureato, magari tornare nel Paese che l’ha ospitato.

La meta preferita degli italiani è l’Europa. Il 60% degli studenti che prevedono di emigrare dopo la laurea mira a rimanere nel Vecchio Continente, in particolare in quei Paesi che finanziano la ricerca e che, in generale, hanno stipendi più alti come la Germania o i Paesi scandinavi. Tra le mete più ambite anche il Regno Unito e i Paesi Bassi. Fuori dall’Europa sono gli Stati Uniti la meta preferita, anche se negli ultimi anni si stanno facendo largo anche Paesi più lontani come Australia e Nuova Zelanda.

Ma perché i giovani italiani vogliono andar via da un Paese che li ha fatti nascere, crescere e studiare? La risposta è semplice: non c’è lavoro. Specialmente per chi vuol fare ricerca. Come sottolinea il Sole 24 Ore di questa mattina, l’Italia investe appena l’1,25% del Pil in ricerca, la metà di Paesi come Germania e Danimarca ed un terzo rispetto a Svezia e Finlandia. Ma soprattutto, secondo la dichiarazione di Alessandro Rosina, docente di demografia e statistica sociale alla Cattolica di Milano che ha realizzato lo studio,

Se uno va a vedere qualsiasi indicatore che si possa prendere a riferimento come opportunità per i giovani, l’Italia è fanalino di coda. E il miglioramento è lentissimo, non converge con la media europea.

Non condanniamo dunque il ragazzo che cerca un’opportunità, casomai condanniamo la sua nazione che non gliela offre.

Fonte: il Sole 24 Ore
Foto: freeimages

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