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Malattia infiammatoria intestinale nel gatto, sintomi e cura

malattie intestinale nel gatto

Esistono diversi tipi di malattie intestinali nel gatto, ma per semplificare le tre principali (enterocolite linfocitica-plasmocitaria, enterocolite eosinofilica ed enterite granulomatosa) vengono racchiuse in un’unica formula che è la malattia infiammatoria intestinale nel gatto. In questa tipologia di condizione medica rientrano diarrea cronica, vomito sporadico, malassorbimento, perdita di peso, anemia e malnutrizione. Queste condizioni possono essere cicliche, cioè alternare periodi in cui il gatto sta bene ad altri in cui sta male, oppure fanno stare male il gatto sempre.

Tecnicamente si dice che questa malattia è caratterizzata da reazioni immunomediate, cioè derivanti da una reazione del sistema immunitario, a batteri, parassiti o antigeni, o a volte semplicemente a del cibo che fa male al gatto. Quando vanno fuori controllo si verifica l’infiammazione che interferisce con il corretto assorbimento dei nutrienti durante la digestione, e di conseguenza l’animale rischia di perdere peso e, sul lungo periodo, anche di morire per malnutrizione. Se non curata, la malattia infiammatoria intestinale nel gatto può sfociare in ulcere e cancro.

Quando si nota uno o più dei sintomi sopra descritti, bisogna portare il gatto dal veterinario che dovrà diagnosticare il problema. Ci può volere del tempo e diversi esami prima della diagnosi definitiva perché molti sintomi sono in comune con altre condizioni mediche. Ad ogni modo, dopo che la malattia infiammatoria intestinale nel gatto viene diagnosticata, si può passare alla terapia.

La terapia è più che altro a scopo di controllo in quanto da questa malattia non si può guarire. Il trattamento serve dunque ad alleviare i vari sintomi e tentare di migliorare la condizione di salute del micio, ben consapevoli che non tornerà più in forma. La terapia è basata su farmaci (immunosoppressori e/o antibiotici) e cambio di dieta (acidi grassi omega-3, antiossidanti e probiotici, ma in generale il nuovo cibo dev’essere facilmente digeribile), e a volte si presentano anche dei lievi effetti collaterali.

Secondo recenti studi è possibile ridurre le probabilità che un gatto si ammali di malattia infiammatoria intestinale fornendogli una dieta con più proteine dei carboidrati, ma se la reazione è allergica, la dieta può fare ben poco.

Fonte: Pets webmd
Foto: freeimages

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