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Cemento mangia smog, come funziona la nuova invenzione italiana

cemento mangia smog

Il nome tecnico è Tx-Active, ma per tutti è ormai il cemento mangia smog (o al massimo anti-smog). Si tratta di un materiale rivoluzionario che è in grado di assorbire l’inquinamento cittadino, senza rinunciare a costruire. E l’invenzione è tutta italiana. Questo materiale che sembra provenire dal futuro è frutto della ricerca di Italcementi grazie ad un team capeggiato dal dottor Luigi Cassar. L’invenzione è talmente innovativa e utile che è stata ammessa a concorrere per lo European Inventor Award, la competizione tra gli scienziati europei a chi realizza l’invenzione migliore dell’anno.

Ma come funziona il cemento mangia smog? In sostanza il “cuore” del materiale non cambia, anche se la sua malta è composta per l’80% da materiali riciclati; cambia però il suo rivestimento. Tutto intorno infatti viene installato un film sottile ad azione fotocatalitica che interagisce con la luce solare ed avvia una reazione chimica che letteralmente “mangia” lo smog. Tecnicamente si chiama ossidazione, cioè l’ossido di titanio presente nel cemento ossida a sua volta gli inquinanti dell’aria, trasformandoli in sali innocui. La riduzione dell’ossido di azoto contenuto nell’aria, secondo i calcoli ufficiali di Italcementi, è del 70%.

L’invenzione funziona ed ha già dato prova della sua efficacia. Il primo esperimento è stato realizzato presso la chiesa romana Dives in Misericordia, la cui facciata esterna è stata realizzata con questo materiale. Dalle rilevazioni sul campo i ricercatori hanno scoperto che l’aria tutta intorno alla Chiesa era effettivamente più pulita rispetto all’aria del resto della città. E le applicazioni sono enormi. Ad esempio rivestire un’area di 1000 metri quadrati, come una zona industriale, equivarrebbe ad avere la stessa azione “pulente” di 80 alberi. Sempre secondo i calcoli dei suoi inventori, se in una città come Milano appena il 15% dei fabbricati cittadini fossero costruiti con questo materiale, l’inquinamento verrebbe dimezzato.

L’invenzione ha subito fatto il giro del mondo ed altre grandi progetti puntano a realizzare le prossime grandi strutture con questo materiale ecologico. Tra quelle “prenotate” ci sono già gli uffici dell’Air France all’aeoroporto Charles de Gaulle di Parigi, il Vodafone Village di Milano, e non poteva mancare il Palazzo Italia dell’Expo che si terrà il prossimo anno.

Fonte: Italcementi
Foto: freeimages

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