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Litigare uccide, ecco come gestire la rabbia

litigare aumenta il rischio di morte

Litigare uccide. È quanto si deduce da un recente studio danese, pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health, il quale certifica scientificamente quel che per molte persone è normale buon senso, ovvero che litigare di frequente aumenta il rischio di morte. Anche se litigare non è una cosa piacevole, sono in molti quelli che continuano a farlo con frequenza quotidiana o quasi, a volte anche non volendolo. Per questo motivo esistono delle tecniche per gestire la rabbia e magari prolungare la propria vita di qualche anno.

Ma cominciamo dallo studio. Realizzato dall’Università di Copenhagen, lo studio ha individuato che litigare frequentemente può aumentare il rischio di morire di 2-3 volte già una volta raggiunta la mezza età. Il rischio maggiore si ha quando si litiga con i propri familiari, amici e vicini di casa, ed i soggetti più a rischio sono gli uomini e i disoccupati. Tra le motivazioni più pericolose ci sono le richieste del partner e dei figli che, non potendo essere realizzate, comportano a volte dei conflitti.

Come spiega Simon Rego, direttore del dipartimento di psicologia al Montefiore Medical Center all’Albert Einstein College of Medicine di New York City, le relazioni sociali sono un’arma a doppio taglio. Ci possono far star bene, ma possono anche peggiorare il nostro stato di salute quando le cose vanno male. Lo studio ha dimostrato che su 10 mila persone seguite nel corso di 11 anni, ne sono morte circa il 10% (4% donne e 6% uomini). Di queste il 10% aveva problemi frequenti con i figli, il 9% con il partner, il 6% con gli altri parenti ed il 2% con gli amici. Tra le condizioni più frequenti che hanno causato la morte di queste cento persone circa ci sono stati, nell’ordine, il cancro, malattie cardiache e ictus, malattie epatiche, incidenti e suicidi.

La motivazione che sta dietro questo dramma per il ricercatore principale, il dr. Lund, è legata ad un incremento improvviso di ormoni che si ha durante il litigio. Si tratta degli ormoni dello stress che, si sa, facilitano l’insorgere di diverse malattie. Le altre cause possono essere rappresentate da una maggiore pressione sanguigna, e poi ci sono la depressione, che compare soprattutto negli individui disoccupati, e i fattori ambientali e genetici.

Ma come fare per ridurre il rischio di morte legato ai litigi frequenti? Secondo i ricercatori bisogna trovare un metodo per gestire la rabbia dato che qui non si parla di un litigio per un motivo saltuario ma di problemi sottostanti che portano a litigare tutti i giorni anche per delle sciocchezze. Quello che Lund consiglia è prima di tutto cercare di risolvere i conflitti all’interno della famiglia o della comunità locale. Se ciò non è possibile, è consigliabile affidarsi a dei professionisti per interventi psicologici, come per esempio sottoporsi ad una terapia cognitivo-comportamentale, oppure terapisti di coppia quando il problema è tra coniugi. Oppure si può tentare di agire su se stessi con degli esercizi in grado di far tornare il buonumore. Provare per credere.

Fonte: Webmd
Foto: freeimages

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