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Il Cicloturista Giacomo: ‘ il bello del viaggiare lenti’

viaggi in bicicletta

I dati parlano chiaro: il cicloturismo sta vivendo un periodo di grande fermento. Sempre più persone decidono di acquistare o noleggiare una bicicletta e trascorrere una vacanza attiva ed eco-sostenibile, all’insegna del benessere e del rispetto ambientale. L’obiettivo? Visitare i luoghi con occhi nuovi, staccare dal caos del mondo e tornare a casa carichi di nuove energie. Ma cos’è davvero la bicicletta per gli appassionati di cicloturismo? Quali sono le mete più ambite? In quali luoghi è preferibile andare per godersi appieno la vacanza e cosa dovrebbe fare un cicloturista alle prime armi? Lo abbiamo chiesto a cinque dei più grandi esperti della materia, viaggiatori in bici di professione o per diletto, per farci raccontare le loro esperienze personali, il loro modo di vivere la bici, il senso vero di questa attività e qualche consiglio utile per coloro che vogliono iniziare. Il primo dei cinque esperti è Il Cicloturista Giacomo, che ha un canale YouTube che prende il suo nome. Vediamo cosa ci ha raccontato.

Cosa rappresenta per te la bicicletta?

“La bici ti consente di entrare nei luoghi in modo rispettoso, di immergerti nella natura con lentezza, di stare in mezzo alla gente, di capire in profondità cosa stai visitando. Impari a rispettare i tuoi ritmi personali, a capire intimamente quali sono i reali valori. La bici può diventare persino una filosofia molto gratificante: se ti lasci rapire dall’idea che quasi ogni viaggio può essere fatto in bici, ogni meta può essere raggiunta con la fatica delle tue gambe e la forza della tua mente”.

Quando vai in bicicletta a cosa pensi? Alla meta da raggiungere o al contesto che stai attraversando?

“Viaggiare in bicicletta ti permette di conquistarti ogni metro, di sentirti parte del territorio, un abitante del paese, e di interagire in maniera molto intima con i luoghi e le persone. Sono sensazioni che senti molto vivide. Spesso – quando sei affaticato, stanco e sudato – le persone ti guardano incuriosite e provano tenerezza: sono istintivamente portate a riceverti in casa, perché incarni libertà e rispetto. In bici, vivi intensamente qualsiasi cosa ti capiti e rifletti non per farti domande, ma per verificare risposte. Se vivi il viaggio solo per la meta finale, hai perso il percorso e il bello del viaggiare lenti”.

Qual è il viaggio in bici che ricordi con maggiore intensità? E perché?

“Ho visto molto l’Europa e ogni viaggio affrontato ha un luogo che mi è rimasto nel cuore, perché mi ha fatto conoscere scorci e persone nuove, di assaggiare piatti e capire stili di vita diversi, ma soprattutto perché mi ha aiutato a capire un po’ di più di me, dei miei limiti. Ogni viaggio mi ha portato a reagire agli eventi, a trovare le motivazioni giuste per ripartire ogni volta e a diventare, chilometro dopo chilometro, più “uomo”. La cosa straordinaria non è il luogo, ma il modo in cui lo stai vivendo”.

Qual è il luogo dei sogni che vorresti raggiungere in bicicletta?

“Mi piacerebbe riuscire a racchiudere in un solo viaggio tutti quelli fatti nella vita, ma questa volta senza programmi, senza un itinerario preciso e senza budget da dover rispettare. Vorrei provare a perdermi per poi ritrovarmi, partire come i marinai di una volta, che non sapevano mai quando sarebbero tornati. Istintivamente, vorrei andare verso nord, ma sarebbe solo l’inizio di un viaggio di un uomo che si sente cittadino del mondo, con la consapevolezza che in sella ad una bici si vive decisamente meglio”.

La tua esperienza più folle in bici?

“Non posso dire di aver fatto imprese folli, perché dietro ad ogni viaggio c’è sempre un’attenta pianificazione, ma sicuramente alcuni eventi ti portano ad affrontare degli imprevisti. Ricordo, ad esempio, la piena del Reno che mi costringeva a cambiare continuamente percorso, perché trovavo le strade invase dalle acque del fiume, o la volta che mi sono trovato in bici con la neve fino alle ginocchia perché aveva nevicato fuori stagione. La follia vera è mettersi costantemente in discussione tirando fuori il coraggio di pianificare un viaggio e attuarlo davvero”.

Cosa consigli ai cicloturisti alle prime armi?

“Mi piace pensare che “il viaggio anche il più difficile ed avventuroso inizia chiudendo la porta di casa”. Abbiate il coraggio di chiudere la porta di casa e di provare a mettervi in sella ad una bici. Ci sono ovunque tantissimi percorsi che vi consentono di iniziare e Internet è piena di siti in cui si condividono esperienze e percorsi. Il cicloturismo è un mondo aperto a tutti: non servono grandi attrezzature o investimenti. Cercate solo di essere prudenti e non avventati. Partite da cose semplici, magari accompagnati da qualche amico più esperto, e trovate il tempo di allenarvi costantemente, cercando di capire il senso profondo del “viaggiare lenti”. Se volete cimentarvi in un vero e proprio viaggio, potete contattare dei tour operator specializzati, o persone come me che lavorano con persone singole, o gruppi molto piccoli. Non si è mai troppo vecchi o troppo giovani per viaggiare in bici: l’importante è pianificare il percorso giusto per la propria attrezzatura e il proprio fisico”.

Foto: tonylanciabeta su Flickr

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