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I lavoratori italiani tra i più infelici d’Europa

condizioni di lavoro

Il lavoro in Italia non crea felicità. Per chi ce l’ha, ovviamente. Lo rileva un recente sondaggio effettuato da Eurobarometro che ha messo a confronto un campione di lavoratori di ognuno dei 27 Paesi che fanno parte dell’UE. A questi lavoratori sono state poste diverse domande riguardanti le condizioni di lavoro, l’orario, il livello di soddisfazione, stipendio e rapporto con la crisi, ed il risultato era quello che ci potevamo aspettare: gli italiani non sono il popolo che si lamenta di più, ma quasi.

Tra i 27 Paesi dell’UE infatti solo in altri tre le cose vanno peggio. I lavoratori che si lamentano di più sono quelli greci (e come poteva essere diversamente), seguiti dai croati e dagli spagnoli. E poi ci siamo noi. In Italia infatti, stando ai numeri del sondaggio, solo un lavoratore su quattro è contento del lavodo che fa. Non solo in quanto a mansione, ma soprattutto per il modo nel quale viene trattato.

Entrando più nel dettaglio, dal sondaggio di Eurobarometro si evince che il 73% degli italiani considera negative le proprie condizioni di lavoro, mentre addirittura l’85% sostiene che le condizioni siano peggiorate negli ultimi 5 anni a causa della crisi. Siamo alle solite: si stava meglio prima. Lo scarto è enorme rispetto alla media europea. Se i lavoratori europei scontenti mediamente sono il 43%, il 73% italiano pesa parecchio. Le voci negative per il lavoro italiano sono l’incertezza del futuro, il precariato ed in generale l’atmosfera cambiata che si respira sul posto di lavoro. Le cose che gli italiani salvano sono invece l’orario di lavoro e la possibilità di conciliarlo con la propria vita privata, ed anche le norme di sicurezza che evidentemente stanno migliorando da qualche anno a questa parte.

Come accade spesso, per assistere a condizioni di lavoro piacevoli bisogna guardare a Nord. Non nel Nord Italia, ma ancora più su. I lavoratori più contenti pare siano i danesi, il cui livello di soddisfazione è addirittura al 94%. Appena dietro si piazzano Austria, Belgio, Finlandia e Regno Unito.

Foto: Photl

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