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Virus della leucemia felina (FELV), cos’è e cosa comporta

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Tra i primissimi controlli da effettuare su un gatto prima di adottarlo, insieme alla FIV bisogna controllare anche la FELV. Questo è un acronimo di Virus della Leucemia Felina, un virus che, come dice il nome stesso, colpisce solo i gatti (quindi uomini, cani e altre razze sono immuni) e che è molto letale. Secondo le statistiche infatti i gatti che ne sono affetti muoiono nell’85% dei casi entro tre anni dalla diagnosi, e questa è la seconda causa di morte nei gatti, dopo i traumi.

La FELV è una condizione molto preoccupante in quanto comporta una serie di malattie, alcune anche letali. Attacca il sistema immunitario del gatto, e può provocare così anemia, linfoma e infezioni, anche mortali. Per fortuna non è di facile trasmissione perché il virus, al di fuori del corpo ospitante, non sopravvive a lungo. Si calcola che circa 7 gatti su 10, esposti al virus, non lo contraggano. La FELV si trasmette attraverso saliva, sangue e, in misura minore, anche tramite urina e feci. Per questo motivo il modo più comune con il quale si contrae il virus è durante i combattimenti o gli accoppiamenti, e per un gatto di casa è molto raro contrarre la malattia. Si calcola che solo il 3% circa dei gatti domestici sia affetto dalla FELV, al contrario dei gatti che vivono all’aria aperta che hanno una possibilità molto maggiore di contrarre il virus.

La FELV, almeno in una fase iniziale, non comporta sintomi facilmente identificabili dal padrone, e così il gatto può apparire in buona salute a lungo. Tra i sintomi che si possono notare ci sono gengive pallide, denti e occhi di colore giallo, linfonodi ingrossati, perdita improvvisa di peso e appetito, problemi al pelo, debolezza, letargia, febbre, diarrea, difficolta respiratorie e sterilità.

Se si nota uno di questi sintomi, o meglio sin da prima di adottare il gatto o nei giorni immediatamente successivi, portarlo dal veterinario perché, nei controlli di routine, molto probabilmente effettuerà anche questo. La FELV si può diagnosticare semplicemente attraverso un esame del sangue, anche se gli esami comuni non sono efficaci al 100% perché rilevano eventuali infezioni in corso e, nel momento dell’esame, un’infezione potrebbe essere stata appena debellata ed il virus essere ancora in circolo. Ad ogni modo questo è il metodo più efficace per diagnosticare questa condizione.

Cosa fare in caso il gatto sia FELV positivo

Se viene riscontrata la positività alla FELV, non è detto che il gatto debba morire. Questa condizione non è di per sé mortale, ma come la FIV, favorisce l’insorgere di altre malattie che possono essere mortali a loro volta. Per questo motivo, se tenete il gatto in casa, basta fare molta attenzione a che non contragga altre malattie o infezioni, facendolo vivere in un ambiente salubre, senza farlo venire in contatto con altri gatti e tentando di mantenerlo quanto più in salute possibile. Effettuare controlli semestrali può aiutare a tenere sotto controllo l’evolversi della situazione. I gatti FELV positivi devono essere castrati e tenuti al chiuso per evitare che diffondano il virus.

Non esiste infatti una cura alla FELV, ma possono essere curate le infezioni secondarie. L’unico modo per risolvere il problema è la prevenzione, ovvero tenere il proprio gatto lontano dai pericoli e soprattutto da altri gatti che potrebbero aver contratto il virus. Esistono anche dei vaccini che possono essere somministrati a gatti che vivono in condizioni a rischio (ad esempio nei gattili), ma comunque devono essere ugualmente sottoposti a controlli periodici.

Fonte: Pets webmd
Foto: Photl

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