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Daspo a vita, nuove norme sulla sicurezza e le altre misure anti ultras

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Niente più Genny ‘a Carogna. Nei giorni successivi allo scempio accaduto in Coppa Italia quando, di fronte alle massime autorità dello Stato (dal Presidente del Senato Grasso al Presidente del Consiglio Renzi), 66 mila spettatori e mezza Italia da casa pendeva dalle labbra di un pregiudicato figlio di un presunto camorrista, tale Genny ‘a Carogna, professione capo ultras del Napoli, qualcosa comincia a muoversi. Secondo quanto riferito in seguito dalle autorità non è stato lui a dare l’ok per l’inizio della partita, ma le immagini mostrano chiaramente gli uomini della Digos chiedere a lui se la situazione fosse sufficientemente tranquilla da dare inizio alla gara.

La situazione della sicurezza negli stadi italiani torna a creare grattacapi al mondo non solo del calcio, ma anche alla politica, e mette in luce tutti i limiti di una legge che, ad oggi, non funziona. I Daspo (i divieti di accesso alle manifestazioni sportive) non sempre sono rispettati, e soprattutto è incredibile che migliaia di persone siano guidate da uno o pochi capi ultras che hanno spesso un passato nelle patrie galere. Per questo, nella giornata di ieri, molti politici hanno proposto le proprie soluzioni.

La proposta del Ministro dell’Interno Alfano mira a ricalcare le leggi realizzate in Inghilterra negli anni ’80 in piena emergenza hooligans. La misura più dura, tra quelle ideate, è il Daspo a vita. Mentre oggi il divieto dura 5 anni, in caso di reati gravi, chi li commette potrebbe subire una “squalifica” irrevocabile da qualsiasi stadio. Un’altra idea più lieve, preferita a Renzi, sarebbe quella di realizzare Daspo superiori ai 5 anni, anche se non a vita.

Tra le proposte di Alfano c’è anche la possibilità di effettuare controlli a campione ancor prima dell’ingresso allo stadio. Oggi ci sono dei controlli ai tornelli, ma sono inefficaci e saltuari. Invece gli inquirenti potrebbero setacciare tutte le borse e gli altri oggetti portati dai tifosi, in particolare nelle curve, anche prima dell’ingresso ai tornelli, bonificando anche l’area intorno allo stadio (oggi questa pratica avviene saltuariamente in caso di partita delicata con tifoserie particolarmente accese). Questa possibilità sarà rafforzata dal Daspo preventivo, cioè la possibilità di “squalificare” persone sospette ancor prima che commettano un reato, solo perché introducono nello stadio, o provano a farlo, mazze, bombe carta ed altri oggetti non autorizzati.

Infine si mira a rompere la collaborazione, a volte tacita e volte esplicita, tra società e tifosi violenti. Alcune società sanno che a capo della tifoseria organizzata ci sono questi soggetti poco raccomandabili. Con la nuova legge si spera che questo non debba più accadere. Per farlo Renzi pensa di affidare la sicurezza nel proprio stadio al 100% alla società ospitante. Ciò significa che, oltre a dover pagare gli steward, le società pagherebbero multe salate se qualche episodio spiacevole dovesse accadere.

Ma quando dovrebbero entrare in vigore queste nuove norme? Per il Ministro Alfano prima della fine del campionato, cioè prima delle elezioni europee del 25 maggio; secondo Renzi dopo le elezioni perché non vuole fare campagna elettorale su fatti così gravi. La realtà è che gli italiani sospettano che, ancora una volta come dopo l’episodio Raciti e gli altri che hanno macchiato il calcio italiano, queste parole se le porterà il vento.

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