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Omicidio Yara Gambirasio, una nuova pista porta ad una donna

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Svolta importante nelle indagini sull’omicidio della piccola Yara Gambirasio. Un uomo, rimasto per adesso senza un nome, ha instradato gli inquirenti su quella che potrebbe essere la pista decisiva per incastrare l’assassino della bambina di Brembate, rimasto impunito ormai per troppo tempo. Questa volta nel mirino degli inquirenti sarebbe finita una donna. Non è lei l’accusata dell’omicidio, ma dalle ultime indiscrezioni pare debba essere la madre dell’assassino.

Per comprendere meglio la situazione, bisogna fare un passo indietro. Gli inquirenti erano arrivati ad una conclusione: l’assassino di Yara Gambirasio è un giovane che non dovrebbe avere più di trent’anni, figlio illegittimo di Giuseppe Guarinoni, un autista del posto morto nel 1999. A lui si era arrivato effettuando riscontri incrociati tra il DNA prelevato in una vicina discoteca a migliaia di persone a caso, e quello del defunto. Il riscontro era del 99,9999 per cento, dunque è praticamente certo. Il problema era che questo ragazzo non era registrato all’anagrafe come figlio di Giuseppe Guarinoni dato che è nato dal rapporto con una donna che non era la moglie dell’autista.

Insomma, i carabinieri erano ormai certi che trovata la madre, si sarebbe trovato anche l’assassino di Yara. Ieri un uomo potrebbe aver dato l’indizio definitivo. Si è presentato spontaneamente dai carabinieri ed ha rivelato che nel 1985 una ragazza di 17 anni della Val Seriana era rimasta incinta. Il padre del bambino guidava gli autobus. Non è certo che si trattasse proprio di Guarinoni, ma ci sono buone possibilità. Ciò significherebbe che oggi il figlio di questa donna, che dovrebbe avere 46 anni, ha 29 anni circa. Per rintracciarla i carabinieri ora incroceranno i dati delle ragazze che nel 1985 erano iscritte presso gli istituti scolastici della zona con quelli degli ospedali per cercare se uno o più di questi nomi corrisponde con quello di coetanee che hanno partorito. Trovato il riscontro si dovrebbe riuscire a trovare la madre dell’assassino. E di conseguenza (si spera) anche lui.

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