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Come riconoscere il cancro alla pelle

cancro alla pelle

Il cancro alla pelle, detto anche melanoma, carcinoma basocellulare o carcinoma a cellule squamose a seconda del tipo, è un tumore maligno che colpisce la pelle praticamente in ogni punto. È più probabile nelle zone più esposte al sole in quanto è proprio l’eccessiva esposizione ai raggi UV a creare le condizioni che causano il cancro alla pelle. Prima di diventare grave e incurabile però, compaiono alcuni segni che molti di noi sono portati a sottovalutare. Altre persone invece ogni macchiolina o modifica della pelle la scambiano per un melanoma e vanno nel panico. Vediamo quali sono in realtà i segni da tenere molto in considerazione per ottenere una diagnosi in tempo ed iniziare una terapia efficace.

Cheratosi attinica o solare: piccole chiazze squamose causate dall’esposizione al sole. Di solito si verifiano sulla testa, mani e collo, ma possono capitare anche in altri punti. Sono più esposte le persone con la pelle chiara, biondi o rossi naturali e le persone con gli occhi azzurri o verdi. La forma tipica è una macchia arrossata con sopra delle piccole squame rialzate. Non sempre è un segnale di allarme, ma è consigliabile farla guardare dal medico.

Cheilite attinica: simile alla cheratosi attinica, capita però sulle labbra. A volte può essere accompagnata da gonfiore delle labbra. Se non curata evolve in carcinoma a cellule squamose.

Corni cutanei: crescita squamosa a forma di imbuto che parte da una base rossa sulla pelle e si prolunga verso l’esterno. È simile alla cheratosi attinica, ma è più sporgente. Anche se la dimensione può variare, di solito è lunga qualche millimetro. Capita più spesso agli adulti o anziani con la pelle chiara che sono stati esposti al sole per molto tempo.

Nei: in molti casi i nei sulla pelle sono normali. Si tratta di formazioni benigne di melanociti che “colorano” la pelle. A volte però possono modificarsi e diventare tumori maligni. Sono considerati normali quando hanno una forma piatta o in rilievo, oppure possono essere piatti all’inizio e sollevarsi in seguito. La superficie di solito è liscia. Diventano più preoccupanti (anche se non necessariamente sono cancerosi) quando cominciano a cambiare colore, assumono una forma irregolare e sono più grandi di una gomma da matita. Inoltre la maggior parte dei nei compare quando si è piccoli, quindi se ne compare uno nuovo in età adulta è bene farlo controllare.

Nei displastici o atipici: si tratta di tanti nei sparsi in una zona circoscritta del corpo. Non sono cancro, ma possono diventarlo. Vale lo stesso discorso per i nei normali, hanno la stessa forma e dimensione, solo che sono di più. Tenerli d’occhio, specialmente se presenti in un punto esposto al sole. Quando ci sono dei cambiamenti, farsi visitare dal medico.

ABCDE: questo gioco di parole ricorda una regola molto semplice, ovvero imparare a memoria, per quanto possibile, i propri nei, e controllarli se ci sono delle modifiche nel tempo.

  • A sta per asimmetria, cioè un neo normale è simmetrico (una metà è uguale all’altra), quindi tracciate una linea immaginaria che taglia a metà il neo e se le due metà non sono uguali, andare da un dermatologo;
  • B sta per bordi, cioè se uno o più bordi del neo sono irregolari, offuscati o comunque anomali, andare dal dermatologo;
  • C sta per colore, un neo che non è uniforme nel colore è sospetto. Se ci sono sfumature di marrone, rosso, nero, blu o bianco, andare da un dermatologo;
  • D sta per diametro, cioè un neo è sospetto se il diametro supera la grandezza della gomma di una matita;
  • E sta per evoluzione, cioè se un neo cambia in dimensioni, colore, consistenza o appare diverso da com’era prima, farlo controllare.

Fonte: Webmd
Foto: Clearly Ambiguous su Flickr

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