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Renzi: ‘gli 80 euro in busta paga non arriveranno dal Canone Rai’

canone rai

Non sarà il Canone Rai a pagare gli 80 euro in busta paga per i lavoratori dipendenti sotto una certa soglia di reddito. Lo ha promesso Matteo Renzi nelle ultime ore dopo che per quasi tutta la giornata di ieri si erano rincorse voci su un possibile utilizzo di questa risorsa per coprire la cifra mancante nel bilancio dello Stato per permettere di realizzare la prima delle promesse del Presidente del Consiglio.

Più che il Canone Rai, si era parlato di un inasprimento dei controlli su chi il Canone non lo pagava, ovvero milioni di italiani, i quali avrebbero portato nelle casse qualche centinaio di milioni che sarebbero stati dirottati non sulla Rai appunto, ma in busta paga. Non solo dunque viene smentita questa voce, ma viene smentita anche l’ipotesi che il Canone fosse inserito nella bolletta elettrica. Era infatti circolata la voce che inserendo una piccola tassa in bolletta si sarebbero potuti recuperare 300 milioni di euro, ma un comunicato della Presidenza del Consiglio ha smentito tutto. Il Commissario Cottarelli comunque non demorde e pare stia studiando altri metodi per far pagare il Canone, come legarlo ai certificati dello stato di famiglia. Ma tutto è ancora in alto mare.

Ma da dove arriveranno quindi i soldi per pagare il taglio del cuneo fiscale promesso da Renzi? Oltre alle misure già indicate in precedenza, oggi arrivano altre fonti. Un miliardo dovrebbe arrivare dal taglio lineare alla sanità e dalle riduzioni degli stipendi per dirigenti pubblici, magistrati e docenti universitari. Ottocento milioni arriverebbero dal mancato acquisto di beni e servizi che erano in programma, un altro miliardo dai mancati incentivi alle imprese ed una cifra ancora impossibile da calcolare dal risparmio su un certo numero di F35 che non verranno più acquistati.

E se tutte queste misure non dovessero bastare, ecco l’ultimo asso nella manica: non rispettare il vincolo di bilancio. Il Ministro Padoan ha infatti scritto una lettera all’Unione Europea annunciando che, a causa di misure straordinarie, è probabile che il pareggio di bilancio promesso dal passato Governo Monti possa slittare di un anno. Tra le misure eccezionali ci sarebbe, oltre che coprire la cifra mancante che riguarda i famosi 80 euro, anche lo sblocco di 13 miliardi di euro di debiti da versare alle imprese creditrici. Il pareggio di bilancio dunque anziché nel 2015 verrebbe raggiunto solo nel 2016. L’Europa, dal canto suo, ha accettato questo rinvio, ma di fatto ha dichiarato che ci terrà d’occhio per valutare se, nel medio termine, l’Italia prenderà le misure adeguate per rientrare nei ranghi, o se il rischio di sforamento possa essere portato anche oltre il 2016.

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