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Ebola, è allarme mondiale: quali rischi per l’Italia?

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Sembrava un problema sparito da anni, ma l’ebola torna a far tremare il mondo. Uno dei virus più letali della storia per adesso rimane confinato in Africa, ma non viene più trascurato come accaduto negli ultimi anni in Occidente. Italia compresa. La scorsa settimana il Ministero della Salute ha emanato una circolare nella quale chiedeva maggiori controlli sulle persone in arrivo da alcuni Paesi considerati a rischio come la Guinea ed i Paesi confinanti, e negli ultimi giorni sono stati allertati anche il Ministero della Difesa, ENAC (l’ente che gestisce gli aeroporti civili), la Croce Rossa e l’Istituto per le Malattie Infettive. Ma di cosa si tratta?

Che cos’è l’ebola

L’ebola oggi può risultare una parola nuova per le nuove generazioni. Si tratta di un virus che comporta un tasso di contagio tra i più elevati mai registrati al mondo, ma purtroppo anche tra quelli con il tasso di mortalità più alto. Scoperto negli anni ’70 in Zaire, che oggi si chiama Repubblica Democratica del Congo, questo virus per diversi decenni, forse per secoli, si è trasmesso solo tra gli animali, ma nel ’76 fu accertato che una sua mutazione lo aveva reso pericoso anche per gli esseri umani. Il suo tasso di mortalità è stato individuato in un range tra il 50 e l’89% dei casi.

Quasi tutti i ceppi dell’ebola si trasmettono attraverso fluidi corporei (saliva, sangue, ecc.) tramite contatto con una persona o un animale infetto, sia direttamente che indirettamente, cioè condividendo aghi, superfici contaminate come gli asciugamani, lo stesso bicchiere e così via. Raramente l’ebola si è trasmesso per via aerea, è stata riscontrata questa eventualità solo su un ceppo che ha colpito le scimmie.

L’ebola si manifesta principalmente con la febbre emorragica dovuta al fatto che vengono colpite le piastrine del sangue che crollano, portando a gravi emorragie. I sintomi possono manifestarsi entro le prime tre settimane dall’avvenuto contagio, per questo le persone che si sospetta possano essere contagiate vengono messe in quarantena, ed oltre alla febbre molto alta si possono notare anche mal di testa, dolori muscolari, mal di gola, debolezza e diarrea. Questi sintomi, simili a quelli della normale influenza, sono però più gravi. Man mano che la malattia si sviluppa possono esserci emorragie sia interne che esterne, rash cutanei e problemi di respirazione.

Come si cura l’ebola

L’ebola ha un alto tasso di mortalità anche perché, essendo presente in Africa, molte volte chi viene colpito non viene curato a dovere o per tempo, e così non essendo in grado di guarire da solo, soccombe alla malattia. Una volta riscontrata la malattia è necessario un ricovero durante il quale vengono somministrati fluidi ed elettroliti endovena, ossigeno ed eventuali farmaci. Non esiste ad oggi un farmaco che dà la certezza piena della guarigione, ma sono allo studio diversi medicinali che danno buone speranze.

Ma quante possibilità ci sono che l’ebola raggiunga l’Italia? Una percentuale precisa non si può dare, ma al momento è piuttosto bassa. Non ci sono infatti voli diretti tra il nostro Paese e quelli nei quali sono stati riscontrati i primi focolai, ed anche via mare, con gli sbarchi a Lampedusa, le possibilità che ci siano persone malate è piuttosto bassa in quanto, trattandosi di una malattia debilitante, sarebbe già un miracolo che una persona affetta da ebola riesca ad imbarcarsi, figuriamoci attraversare il Mediterraneo. I controlli medici in Italia sono accurati e così un soggetto malato verrebbe immediatamente individuato ed isolato. Non bisogna comunque abbassare la guardia, anche se, in definitiva, le possibilità che l’ebola giunga in Italia sono davvero minime.

Foto: EU Humanitarian Aid and Civil Protection su Flickr

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3 commenti

  1. Si vero che son basse ma facciamo il caso peggiore clalndestino parte da porto il giorno 0 tempo di incubazione 14giorni tragitto nave 7 giorni sta male e approda in italia. ha ancora 7 giorni per spargere il virus approda in sicilia non ha dove dormire urina per strada non si lava le mani e prende mezzi pubblici pieni di gente tocca qualcuno starnutiscetra la folla per un viaggio in sicilia o lampedusa e son passati 3 giorni quindi totale di 10 sta male va in ospedale non capiscono la malattia e lo mettono in astanteria solo dopo 2 giorni siscopre che e ebola ma l epidemia e fatta.

    • ciao Marco, sì questi sono i pericoli delle epidemie, ma credo che nei controlli sanitari che fanno all’arrivo a Lampedusa, anche se non ci sono ancora i sintomi, si possa già rilevare la presenza del virus. Quello che preoccupa di più semmai è l’arrivo attraverso i confini terrestri o via aereo, visto che in quei casi controlli sanitari non ce ne sono affatto!
      Saluti.

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