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Auto, nuove regole per la registrazione dei veicoli: addio al Pra

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Il codice della strada potrebbe aggiornarsi ancora. E così dopo le nuove regole sul rinnovo della patente, adesso tutto potrebbe cambiare anche in occasione dell’acquisto, e della conseguente registrazione, dell’auto. Risparmi (di tempo e denaro) per l’utente finale probabilmente ce ne saranno pochi, ma per la collettività intesa come minori spese di gestione pagate con soldi pubblici, i risparmi saranno interessanti. In regime di spending review infatti potrebbero essere tagliate il Pra e la Motorizzazione Civile.

Ma andiamo con ordine. Oggi un cittadino che acquista un’automobile, un camion, una moto o qualsiasi mezzo targato è costretto a due registrazioni, una al Pra, Pubblico Registro Automobilistico, ed una alla Motorizzazione Civile. La prima costa 27 euro, la seconda 9. Il risultato è una montagna di scartoffie, tempo perso e altri soldi che prendono la via dello Stato dopo aver già speso ingenti somme per acquistare il mezzo, assicurarlo e pagare il bollo. Se però le cose dovessero andare secondo la volontà del Governo, probabilmente già dal prossimo anno non sarà più così.

Quei versamenti dei cittadini non bastano a giustificare i costi di mantenimento di due macchine mangiasoldi che effettuano due operazioni molto simili e che allo Stato costano complessivamente circa 190 milioni di euro l’anno. Per questo, se in Parlamento non ci saranno ostacoli, entrambe le istituzioni potrebbero essere cancellate. Secondo il disegno di legge che verrà proposto a breve, le loro competenze passerebbero all’Aci che, proprio come accade con l’abolizione delle Province, assorbirebbe buona parte del personale che oggi lavora materialmente alle operazioni di registrazione della Motorizzazione Civile e del Pra, ma permetterebbe di risparmiare tra strutture, costi di mantenimento vari e dirigenti.

Secondo la riforma ogni singolo cittadino non è che sarà esentato dalla registrazione, ma avrà il vantaggio di doversi recare in un solo ufficio per richiedere un certificato di idoneità del mezzo, e dovrà pagare solo 25 euro anziché 36 come accadeva con le due registrazioni di prima. L’idea è buona e utile per la collettività, lo sanno bene in tanti, ma purtroppo gli interessi in gioco sono molti e così non è facile far passare questa norma. Ci provò otto anni fa Pierluigi Bersani ai tempi del Governo Prodi, ma gli andò male. Vedremo se Lupi avrà più fortuna.

Foto: epsos.de su Flickr

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