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Berlusconi, domiciliari o servizi sociali? Tutte le possibili richieste degli avvocati

berlusconi arresti domiciliari

Oggi pomeriggio gli avvocati di Silvio Berlusconi presenteranno ai giudici del Tribunale di Milano l’opzione, tra quelle ancora disponibili, che il loro assistito ha scelto per scontare l’anno di pena legato alla frode fiscale che gli è stato comminato la scorsa estate. Ad essere precisi, anche se gli anni di pena erano 4, tre vanno cancellati per l’indulto e dell’ultimo anno rimasto, in realtà Berlusconi sconterà appena 9 mesi per sconti generici vari.

Dunque quali sono le opzioni a disposizione dell’ex Cavaliere? Negli ultimi mesi se ne sono dette di tutti i colori, ma al momento le uniche due possibilità sono o gli arresti domiciliari nella sua residenza romana, oppure i servizi sociali in un centro di assistenza per anziani. A questo punto Berlusconi è il più grande nemico di sè stesso. Tutti gli osservatori sostengono che la scelta più saggia sarebbe quella dei servizi sociali per un gran numero di motivi.

Perché i servizi sociali: a Berlusconi conviene questa opzione primo perché anziché 9 mesi in realtà ne sconterebbe molti meno perché di fatto sarebbe costretto a fare l’assistenza agli anziani solo per mezza giornata una volta a settimana. E poi gli converrebbe perché negli altri giorni avrebbe la libertà di contattare chiunque e vedere chiunque. In pratica potrebbe fornire la linea del partito per interposta persona senza limitazioni (oltre a quelle previste dalla legge come l’impossibilità di sentire pregiudicati, ma basterebbe parlare con Toti, Gelmini, Brunetta o qualche altro del suo partito con la fedina penale pulita per risolvere la questione).

Perché gli arresti domiciliari: questa opzione permetterebbe a Berlusconi di evitare lo smacco di dover fare lavori umili come appunto assistere anziani disabili che potrebbe ledere la sua figura politica, comprese tutte le battute e gli sfottò che ne seguirebbero sul fatto che entra in un centro per anziani. A parte questo però la pena sarebbe molto più dura. In quel caso infatti il leader di Forza Italia non potrebbe uscire di casa praticamente mai, se non per andare al lavoro (ma essendo un politico impossibilitato a fare politica, sarebbe un bel problema) o dal medico o dagli avvocati. Non potrebbe vedere nessuno tranne familiari e pochissime altre persone che di volta in volta dovranno essere autorizzate dal tribunale. Le violazioni in questo caso sarebbero molto più facili, con la conseguenza di allungare il periodo di detenzione non usufruendo di eventuali sconti per buona condotta.

La richiesta avverrà oggi pomeriggio al Tribunale di Milano alle 17:00, ma la decisione dei giudici, anche se dovesse essere presa oggi stesso, verrà resa pubblica solo martedì prossimo.

Foto: EPP su Facebook

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