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Secessione, adesso Veneto e Lombardia chiedono l’autonomia regionale

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Accantonate le armi, messi i blocchi al carro armato, adesso si passa alla strategia diplomatica. Il Veneto ha sempre voluto avere una certa autonomia, e così adesso pare sia intenzionato a chiedere lo status di Regione autonoma, come lo sono ad esempio il Trentino Alto Adige e la Sicilia. Ed in questa battaglia è appoggiato nientemeno che dalla Lombardia.

La secessione con la forza non ha ragione d’esistere, e lo ammettono anche gli stessi ideatori del “golpe” il giorno dopo l’arresto, i quali volevano effettuare un’azione dimostrativa, sperando che poi il popolo si sarebbe rivoltato con loro. È nei palazzi del potere che queste rivoluzioni possono avvenire, e così lo strumento migliore è quello di richiedere lo statuto speciale per far rimanere un quantitativo maggiore di risorse regionali sul territorio. La richiesta, ovviamente, è stata presentata dalla Lega Nord, ma non sembra così campata in aria come invece sembrava l’idea originale della secessione.

Il primo passo lo ha fatto il Consiglio Regionale del Veneto con un documento ufficiale, votato a maggioranza e dunque legale, il quale ha messo d’accordo anche Forza Italia, Ncd, Udc e persino l’Italia dei Valori. E la Lombardia ha intenzione, con la giunta Maroni, di replicare lo stesso documento. In entrambi i casi lo strumento democratico che viene richiesto è quello del referendum. Se dovesse passare le Regioni avrebbero il potere di legiferare anche in materia fiscale e decidere quanto delle tasse dei suoi cittadini debba restare sul territorio. Potenzialmente anche il 100%.

Tra i poteri che verrebbero assegnati alle Regioni autonome ci sarebbero anche la competenza sulla sicurezza e persino la possibilità di obbligare le banche a concedere credito alle aziende.

Ma passerà mai questa proposta? Mentre in Veneto sembra che ci siano forti possibilità, in Lombardia tutto, o quasi, dipende dal Movimento 5 Stelle. Per far passare una proposta del genere servono infatti i 2/3 dei voti, ed al momento in Lombardia ce ne sono solo la metà. Tutti i partiti grandi e piccoli sono a favore tranne il PD che è contrario ed appunto il M5S che ancora non si è espresso. Vuol consultare la rete prima di votare una legge così importante, ma a quanto pare l’orientamento è contrario. Ad ogni modo, se entrambe le proposte passassero, le Regioni a statuto speciale in Italia diventerebbero 7, un po’ troppe visto il costo che hanno, e visto che non sempre sono efficienti come il Trentino. Basta guardare in Sicilia dove le spese della politica e della pubblica amministrazione sono letteralmente folli.

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