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Eolico, dopo Fukushima il Giappone riparte dal vento

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L’11 marzo del 2011 un devastante terremoto di magnitudo 9 ha scosso la regione di Tōhoku, nel Giappone settentrionale. L’altrettanto violento tsunami generato dal sisma ha causato, secondo le ultime stime, 15.703 morti accertati, 5.314 feriti e 4.647 dispersi. Lo tsunami ha provocato seri danni all’impianto nucleare di Fukushima Dai-ichi gestito dalla Tepco. La centrale non era pronta a fronteggiare un simile disastro naturale. La contaminazione radioattiva ha fatto scattare l’evacuazione di migliaia di persone nel raggio di decine di chilometri dalla centrale.

Da quel tragico giorno il Giappone lotta per diminuire la sua dipendenza dall’energia nucleare, ora fortemente osteggiata dalla popolazione, a favore delle energie rinnovabili. Segnaliamo a riguardo un ambizioso progetto di centrale eolica offshore proprio al largo delle coste di Fukushima. L’impianto, con una potenza mai raggiunta finora da nessuna centrale eolica al mondo, si basa su una tecnologia altamente innovativa. Le turbine sono montate su una struttura mobile che permette loro di generare elettricità in acque profonde dove le tradizionali torri eoliche non possono erette facilmente.

La potenza del progetto pilota è di 16 megawatt ma il parco potrebbe essere ampliato, potenzialmente, fino a mille MW. Le società coinvolte nel progetto sono la Marubeni Corp., la Mitsubishi Heavy Industries Ltd. e la Nippon Steel Corp. Il progetto pilota prevede l’installazione delle turbine eoliche galleggianti disposte su chiatte. Un’occasione d’oro per una svolta rinnovabile nel Paese ma anche un volano per una crescita economica sostenibile. Secondo la Japan Wind Power Association, infatti, la produzione industriale di pale eoliche e componenti destinate alle tecnologie rinnovabili crescerà esponenzialmente nel Paese, passando dagli attuali 300 miliardi di yen all’anno ai 500 miliardi di yen, da qui al 2030.

Come ha sottolineato il vice ministro dell’Ambiente Katsuhiko Yokomitsu:

Il Giappone è circondato da oceani profondi, e questo pone diverse sfide per le turbine eoliche offshore che vanno attaccate al fondo del mare. Siamo ansiosi di far diventare l’energia eolica offshore galleggiante una tecnologia valida.

Eolico offshore: tecnologia costosa ma promettente

Una sfida resa ancora più ambiziosa dai costi maggiori di questa tecnologia rispetto a quelli dell’eolico onshore. D’altra parte, in Giappone è questo l’eolico maggiormente perseguibile, dal momento che le catene montuose limitano il potenziale dell’onshore.

Fonte: Bloomberg
Foto: © Thinkstock

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