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Secessione del Veneto, scattano gli arresti e si scopre un carro armato

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I secessionisti del Veneto facevano sul serio. Dopo la ridicola iniziativa del referendum online (senza alcun valore legale) per chiedere i distacco da Roma al quale alcune trasmissioni televisive hanno dimostrato che poteva partecipare chiunque, anche i non veneti, ed anche le stesse persone che votavano potevano farlo con centinaia di account diversi, la vicenda della secessione del Veneto dall’Italia sembrava essere stata marchiata come l’ennesima bolla di sapone scoppiata. Ed invece un gruppo di persone, prendendo forse ad esempio le recenti sommosse nei Paesi del Medioriente, hanno deciso di imbracciare le armi per davvero.

Mentre persino i leghisti, da sempre convinti di voler chiedere l’autonomia della Padania, si sono dissociati da quest’iniziativa, una trentina di persone hanno deciso di passare alle vie di fatto ed hanno messo su una specie di mini esercito. Ma evidentemente l’Italia non è la Siria, e loro non sono di certo paramilitari professionisti, e così una serie di errori degni della miglior commedia all’italiana li ha condotti questa mattina tutti in carcere.

I famosi fucili che vantava Umberto Bossi probabilmente sono molti meno, ma ci sono. I carabinieri del Ros hanno infatti arrestato stamattina 24 persone, ed avviato indagini su altre 27, con l’accusa di aver creato un gruppo secessionista con finalità di “varie iniziative, anche violente”. Tra le accuse compare anche quella più pesante, cioè il terrorismo, insieme all’eversione dell’ordine democratico, fabbricazione e detenzione di armi da guerra.

In una delle 33 perquisizioni che sono avvenute tra Veneto e Regioni limitrofe sono state scoperte, oltre alle armi per così dire “comuni”, persino un carro armato. Ma per non allontanarci più di tanto dalla commedia all’italiana, in realtà il mezzo “voleva” essere un carro armato, ma in realtà era un mezzo agricolo che era stato modificato per sembrare un corazzato, con tanto di mini cannone. E forse proprio l’attività di ricerca per il reperimento dei materiali ha portato i responsabili a farsi scoprire. Il carro armato sarebbe servito per un’azione eclatante da effettuare in piazza San Marco, a Venezia. Il centro di comando è stato individuato nel comune di Casale di Scodosia, in provincia di Padova. Per fortuna la commedia è terminata senza che nessuno si sia fatto male ed una ventina di persone che ora avranno di che riflettere tra le mura del carcere.

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