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Ddl Delrio, cosa succede senza le Province in Italia

ddl delrioIeri sera il Governo Renzi ha posto la fiducia in Senato ed ha approvato, almeno in quella Camera, il cosiddetto ddl Delrio che abolisce le Province. Ora il testo passerà alla Camera dei Deputati che dovrà ratificarlo e renderlo così effettivo. Ma cosa cambia in Italia con l’abolizione delle Province?

Prima di tutto va specificato che le Province non vengono cancellate subito, dall’oggi al domani, con un colpo di penna. Di fatto le attuali istituzioni provinciali continueranno a funzionare normalmente fino alla fine dell’anno, non si terranno più le elezioni provinciali previste per il prossimo maggio e quelle Province per cui era scaduto il mandato, continueranno a governare con le attuali giunte fino al 31 dicembre 2014 o, in caso di scioglimento, verranno governate da un commissario.

Dal 1° gennaio 2015 tutto cambia. Al posto delle attuali Province si instaurerà un comitato di sindaci. Si risparmierà dunque su 3000 stipendi e indennità varie tra presidenti, vicepresidenti, giunte e tutte le altre cariche elettive. A fare le veci delle Province saranno dei sindaci che sono già pagati per il loro compito, i quali eleggono un loro presidente che rimane in carica 4 anni. La sua giunta sarà composta dal consiglio provinciale e dall’assemblea dei sindaci i quali saranno costituiti da persone che sono già state elette in altre cariche e che, per questo incarico, non percepiranno nemmeno un euro. In caso di fine del mandato da sindaco, decade anche quello di presidente della Provincia.

Questi nuovi organi avranno più o meno le stesse funzioni che avevano prima le Province, ovvero pianificazione territoriale, tutela dell’ambiente, pianificazione dei servizi, e così via. Solo alcune delle vecchie funzioni verranno “assorbite” gradualmente dalle Regioni o dai Comuni.

Ma la vera novità di questa legge è l’istituzione delle città metropolitane. Si tratta di enti simili alla Provincia, ma che hanno come riferimento una grande città. Quelle istituite sono quattordici: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Trieste, Palermo, Catania, Messina e Cagliari alle quali si aggiunge anche Roma Capitale. Le città metropolitane comprendono anche i Comuni che sono geograficamente vicini alla città stessa e che corrispondono all’attuale Provincia.

La funzione della città metropolitana è la stessa della Provincia. Anche qui gli organi eletti lavorano gratuitamente, solo che non c’è una specie di elezione ma il presidente dell’area metropolitana è il sindaco della città stessa. Il sindaco dovrà rispondere e coordinarsi con la cosiddetta conferenza metropolitana di cui fanno parte gli altri sindaci e consiglieri comunali. Il numero del consiglio metropolitano è di 24 membri nelle città metropolitane sopra i 3 milioni di abitanti, 18 membri tra 800 mila e 3 milioni, 14 membri le altre.

Foto: Wikipedia

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